Driver, padroncini e consegne: le basi dell’attività del corriere

È sempre più tempo di consegne in Italia: durante i mesi di chiusura forzata in casa i nostri connazionali hanno compreso i vantaggi degli acquisti portati direttamente a domicilio che si sono tradotti in un incremento costante degli ordini online, una proliferazione delle piattaforme per il food delivery, e un aumento dei classici servizi di trasporto, che popolano ormai le nostre città dalla mattina alla sera. Ma forse non tutti conoscono il settore e le sue parole chiave, per cui serve una breve guida.

Chi è il padroncino

Il termine più curioso è senza dubbio “padroncino”, che serve a indicare la categoria di autotrasportatori che realizzano servizio di trasporto per conto terzi: si tratta di una vera e propria attività imprenditoriale, che deve essere eseguita rispettando regole e normative abbastanza rigorosi.

Ad esempio, il prerequisito minimo è il possesso della patente C, e poi bisogna avere l’attestato di capacità professionale, la Carta di qualificazione del conducente e l’iscrizione all’albo degli autotrasportatori, tutte pratiche che richiedono un discreto impegno economico e di tempo. Fondamentale è ovviamente anche la scelta del giusto mezzo, che deve essere in grado di accompagnare il professionista lungo tutto l’arco di lavoro giornaliero senza intoppi e di assicurare la salvaguardia del carico.

Idee e soluzioni per consegne (e non solo)

Proprio il furgone è spesso l’investimento più oneroso che grava sulle spalle di chi vuole puntare su sé stesso come trasportatore in conto terzi o dove c’è bisogno di movimentare delle merci. Il mercato offre però soluzioni pratiche e funzionali per adattare anche mezzi originariamente destinati ad altri compiti: l’esempio più calzante è il sistema Light Shelf di StoreVan, pratici ripiani ribaltabili che rendono più agevole l’attività di un padroncino con furgone che si dedica a servizi di corriere espresso, consegna di fiori o prodotti agricoli, ma che si adatta anche alle esigenze di altri utenti diversi dai corrieri, come furgoni ambulanti o impieghi nell’industria, e quindi in breve ovunque ci sia necessità di spostare merci.

Negli ultimi tempi, il numero di richieste di padroncini è in aumento, perché in crescita costante è anche la richiesta di movimentazione di beni di prima necessità, pacchi, corrispondenza e via dicendo. E quindi, un operatore può svolgere la propria attività dedicandosi ai trasporti nazionali o estendere il servizio all’estero, badando innanzitutto a rispettare i tempi e gli orari di consegna e ad assicurare affidabilità e precisione; gli orari di lavoro sono molto flessibili, perché si possono anche superare le otto ore.

Gli altri lavori in cabina

Ma i lavori in cabina non si fermano qui: il padroncino è solo una delle soluzioni (che a sua volta può anche diventare la base per allargare poi il giro e diventare un vero imprenditore del settore), e l’altra parola che ritorna spesso negli ultimi anni è driver o rider, che identifica il corriere che esegue materialmente la consegna per conto di una grande azienda.

Come spiegano i sindacati, le principali aziende di consegna merci si basano su un sistema piuttosto simile: un numero ristretto di dipendenti diretti (per lo più impiegati), collaborando con cooperative esterne per facchini, magazzinieri e driver. Dal punto di vista salariale, un corriere può fare 12-13 ore di consegne al giorno e guadagnare circa 1800 euro, mentre un padroncino può arrivare a 2500 euro, a cui deve però sottrarre i costi che sono a suo carico (manutenzione del furgone e previdenza personale, tra gli altri).