È l’uomo più anziano d’Inghilterra: ecco il suo consiglio per i giovani

L’uomo più anziano del Regno Unito ha rivelato il suo ‘semplice’ segreto che gli ha permesso di festeggiare i 111 anni.

Bob Weighton è nato a Hull il 29 marzo 1908 e ha festeggiato ieri il suo primo compleanno nella casa di cura per anziani di Alton, Hampshire, insieme ad alcuni dei suoi amici.

Come si apprende da Ladbible.com, Bob ne ha approfittato per dare i suoi consigli ai giovani affinché possano tentare di avere una vita lunga come la sua.

Ebbene, Bob ha affermato: “Il consiglio è: evitare di morire. Non c’è altra ragione: ho avuto le solite paure, l’influenza, la malaria, due o tre operazioni: dovrei essere morto ma sono sopravvissuto“.

L’uomo ha anche svelato che non gli piace fare troppe storie per nulla ed è questo, forse, il metodo migliore per allontanare la morte, aggiungendo che “mi piace incontrare persone che non ho mai visto prima, è una delle cose che preferisco. Mi piace incontrare gente che è stata in luoghi in cui non sono mai stato e che abbia una certa comprensione del significato di essere umani“.

Il britannico ha anche spiegato di avere una ragione socialmente consapevole per non ottenere una speciale carta commemorativa dalla Regina Elisabetta.

Bob, infatti, ritiene che Sua Maestà non debba spendere del denaro dei contribuenti per fargli gli auguri di compleanno: “Non vedo perché lo Stato – ha detto – debba pagare la Regina per inviare queste cose, non è uan cosa personale. Tuttavia, potrei cambiare idea se riuscirà a sopravvivere un altro anno“.

Alla sua età, l’uomo ha visto molte cose. Ha tre figli, dieci nipoti e venticinque pronipoti. Ha parlato anche dei cambiamenti avvenuti durante la sua vita: “La preoccupazione di base degli esseri umani quando incontrano e interagiscono con qualcun altro è sempre la stessa: ci si può fidare di quella persona?“.

Bob ha aggiunto, però, che ciò che è cambiato è la velocità di un viaggio: “Nel 1933 mi recai in Estremo Oriente su una barca P & O per Hong Kong e ci vollero sei settimane, ora puoi volare lì in circa otto o nove ore“.

Nonostante il mondo sia cambiato, Bob non pensa che la sua missione sia mutata: “Promuovere l’interazione umana è il motivo della mia vita“.

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