“È morto tra le braccia del padre”: bimbo di 3 anni tra le vittime delle strage nelle moschee

Tra le vittime del terribile attacco alle moschee in Nuova Zelanda c’è anche un bambino di tre anni che è morto tra le braccia del padre.

Mucad Ibrahim stava assistendo alle preghiere del venerdì con il papà e il fratello maggiore Abdi Ibrahim quando Brenton Tarrant ha preso d’assalto la moschea di Al Noor a Christchurch e ha aperto il fuoco sui fedeli.

Come si legge sul Daily Mail, si pensa che, al momento dell’attacco, Mucad ha cercato di scappare lontano dal killer, mentre il padre e il fratello sono stati colpiti subito. La famiglia del piccolo lo ha cercato disperatamente finché non è stato confermato il suo decesso.

Molti aspettano notizie sui propri cari, alcuni sono ancora dispersi e un uomo alla disperata ricerca di risposte è Mahdi Zougub, 22 anni, che ha raccontato al New Zealand Herlad di essersi diretto alla moschea quando ha saputo della sparatoria. Ha detto di essere rimasto sconvolto quando ha visto i cadaveri e adesso sta cercando di scoprire quali amici e familiari siano sopravvissuti.

L’autore materiale dell’attacco – che ha mandato in onda in diretta su Facebook le terribili immagini delle crudeltà che ha commesso – è stato accusato di omicidio ed è comparso, con gli abiti bianchi da detenuto, mani ammanettate e a piedi nudi, nel tribunale distrettuale della città in cui è avvenuta la strage. QUI LA FOTO.

L’uomo ha persino sogghignato quando i reporter lo hanno fotografato in aula, affiancato da due agenti della Polizia. Inoltre, Tarrant, appena entrato in tribunale, ha fatto ok con la mano, che è il gesto utilizzato dai suprematisti bianchi.