Ecco com’è morto Davide Astori, l’esito dell’autopsia

Morte cardiaca senza evidenza macroscopica, verosimilmente su base bradiaritmica, con spiccata congestione poliviscerale ed edema polmonare“.

Questo l’esito dell’autopsia sul corpo di Davide Astori, il capitano della Fiorentina deceduto domenica scorsa, 4 marzo.

L’autopsia è stata eseguita da Gaetano Thiene, direttore del dipartimento di patologia vascolare dell’Università di Padova e da Carlo Moreschi, anatomapatologo.

Il Procuratore di Udine, Antonio De Nicolo, ha spiegato che “per la diagnosi definitiva sono necessari approfonditi esami istologici. Dalle prime rilevazioni non sembrerebbe trattarsi di cause esterne diverse dalla morte naturale“.

I funerali di Astori si terranno domani, giovedì 8 marzo a Firenze, nella Basilica Santa Croce, alle 10. La camera ardente sarà allestita da oggi a Coverciano.

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COS’È LA BRADIARITMIA

Come spiega l’ospedale Humanitas sul suo sito internet, la bradiaritmia è un’aritmia che si caratterizza per un disturbo nella formazione o nella conduzione dell’impulso elettrico. Le forme più frequenti sono la malattia del nodo del seno atriale o i blocchi atrio-ventricolari.

I disturbi bradiaritmici possono associarsi a sintomi come debolezza, affaticabilità, capogiro, lipotimia o sincope. Se le bradiaritmie si presentano in corso di terapia con farmaci che possono esserne responsabili, la sospensione della terapia può risolvere il problema. A seconda della sede e dell’entità del blocco, nonché alla presenza di sintomi associati, può essere indicato l’impianto di un pacemaker.