Ecco gli alimenti che non scadono (quasi) mai

Si tratta di cibi che possiamo consumare anche a distanza di anni dalla data di scadenza riportata sulla confezione.

La data di scadenza degli alimenti è da sempre uno degli argomenti più controversi. Per legge, infatti, oggi è obbligatorio indicarla, ma esistono degli alimenti che se ben conservati possono essere consumati anche tantissimo tempo dopo la data riportata sulla confezione perché in realtà non scadono. Eccone alcuni.

Cioccolato fondente. Se ben conservato può essere mangiato fino a due anni dopo la data riportata sulla confezione. Merito del tipo di lavorazione. Lo si può consumare anche nel caso in cui sia comparsa una patina bianca: sono i cristalli di burro che si sono modificati a causa della conservazione non corretta e al massimo a cambiare sarà soltanto il sapore.

Leggi anche: Quando la febbre indica una grave condizione di salute.

Sale. Praticamente non ha data di scadenza e addirittura può essere usato per conservare gli alimenti perché assorbendo l’acqua dal cibo lo rende meno appetibile per i batteri. La stessa cosa vale per lo zucchero.

Aceto. Da sempre considerato come una sorta di ‘vino andato a male’, deve la sua lunga conservazione ai batteri del genere Acetobacter che ossidano l’etanolo delle bevande alcoliche e che impediscono ad altri batteri di colonizzarlo.

Miele. È immune dall’attacco dei batteri (se ben conservato!) grazie alla bassa percentuale di acqua e all’alto contenuto di zuccheri.

Leggi anche: 9 segni di carenza di vitamina C.

Legumi e semi. L’assenza di acqua e la consistenza molto dura ne garantiscono la lunga conservazione perché li rendono inattaccabili da batteri e muffe.

Riso. Può durare fino a 30 anni, ma attenzione a quello integrale che scade prima (se odora di vernice è arrivato il momento di buttarlo).

Senape. La sua lunga conservazione è dovuta all’utilizzo dell’aceto. Con il tempo potrebbe però perdere profumo e sapore. Per conservarla al meglio è bene riporla in un luogo buio e a bassa temperatura.

Leggi anche: Meteorismo, perché alcuni peti puzzano più degli altri?