Ecco perché Renzi ha deciso di congelare le sue dimissioni da segretario del PD

Matteo Renzi

Matteo Renzi ha rassegnato le dimissioni da segretario del Partito Democratico. Ma non ora. L’iter che porterà a una nuova guida del PD avrà inizio solo dopo si sarà insediato il nuovo Parlamento, saranno eletti i presidenti delle due Camere e Sergio Mattarella avrà dato l’incarico di governo.

Si tratta di una scelta calcolata e di un messaggio politico chiarissimo: il PD, finché sarà Renzi a guidarlo, non si alleerà con le forze “antisistema” che hanno vinto le elezioni, soprattutto nessun inciucio con il Movimento Cinque Stelle.

Sì, perché non ci sarà alcun governo Di Maio senza una maggioranza parlamentare e questa si può ottenere solo se i pentastellati avranno il sostegno del PD. Matteo Salvini, infatti, ha chiarito che non ci sarà alcuna alleanza con il M5S ma vuole essere premier di un governo di centrodestra con l’appoggio di chi vorrà aderire al programma.

Matteo Renzi, si sa, non prova alcuna simpatia per il Movimento Cinque Stelle. E viceversa. E non ci sta a lasciare il passo a chi – come Michele Emiliano – vorrebbe tendere la mano a Di Maio. Quindi, meglio posticipare le dimissioni a dopo che tutto sarà compiuto, così nessuno – se vuole restare all’interno del PD – potrà attivarsi per rispondere alle lusinghe del M5S.

La scelta di Renzi, quindi, ha un senso politico, piaccia o non piaccia. E le sue dimissioni, inoltre, non significherebbero la fine della sua leadership. Premettendo che farà il senatore, il politico toscano potrebbe anche ricandidarsi alle prossime elezioni interne al PD e vincere.

Insomma, la conferenza stampa di ieri di Matteo Renzi è stata una pessima notizia per il Movimento Cinque Stelle.