Enrico Mentana e le opinioni sull’intervento di Conte: la risposta alle critiche

Il direttore del Tg La7 non ha gradito gli attacchi a Salvini e Meloni durante il messaggio a reti unificate del premier.

Enrico Mentana risponde alle critiche che gli sono state mosse dopo aver giudicato inappropriata la sede scelta da Giuseppe Conte per attaccare il comportamento di Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Quella istituzionale, che prevede una comunicazione ufficiale ai cittadini circa le misure di contenimento dell’emergenza Coronavirus.

Il nuovo DPCM prevede un prolungamento della quarantena fino al 3 maggio. Ma non si limita solo a questo tipo di intervento il premier Giuseppe Conte, ed è questo il motivo per cui Enrico Mentana lo ha criticato ed è stato a sua volta attaccato.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

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«Per far spazio alle comunicazioni di Conte il commissario Borrelli aveva limitato a pochi secondi la lettura del bollettino quotidiano della Protezione Civile. Come tutte le emittenti anche la7 ha interrotto la programmazione per trasmettere la diretta da Palazzo Chigi»: scrive il direttore del notiziario su Facebook.

E ancora: «In un momento grave come quello che stiamo attraversando è vitale dare immediato rilievo a provvedimenti che riguardano la vita di tutti noi. Il potersi rivolgere a reti unificate a tutti i cittadini è prerogativa del presidente del consiglio e del capo dello stato, e sempre vi è stato fatto ricorso, come è giusto, solo in circostanze eccezionali. E lo è sicuramente l’emergenza attuale».

Visto che molti me lo chiedono, molti ne parlano, molti hanno messo in campo un vero e proprio shitstorm, ma molti altri…

Pubblicato da Enrico Mentana su Sabato 11 aprile 2020

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Poi arriva l’attacco al presidente del Consiglio: «Passando alla materia degli aiuti europei, si è lasciato andare a una dura polemica con i suoi avversari politici. E questo non si può proprio fare. Non quando utilizzi un privilegio assoluto come è quello di parlare direttamente a decine di milioni di italiani, in un frangente drammatico, da una sede istituzionale, illustrando un decreto che riguarda la salute e la vita di tutti».

Insomma, Enrico Mentana crede che avrebbe potuto rilasciare interviste, scrivere post sui social o diramare comunicati per «rispondere agli attacchi (sgradevoli, strumentali, elettoralistici quanto si vuole) di Salvini e Meloni».

Il post è lungo, e continua così: «Se voleva spiegare la situazione dopo l’Eurogruppo, come ha fatto, gli bastava ricordare che il governo italiano non ha chiesto di accedere al Mes e nel prossimo vertice europeo tornerà a chiedere gli Eurobond, con buona pace di chi sostiene il contrario. Punto».

Ecco le ragioni per cui ha deciso di omettere questa parte del discorso e non accetta le critiche di chi lo accusa di aver censurato Conte. «In passato ho mosso critiche dello stesso tenore, e più sferzanti, […] da Berlusconi a Renzi, e più volte allo stesso Salvini quando era al governo, in tv e qui. Sempre sine ira et studio. E sempre con lo stesso metro di distanza giornalistica».

«Non pretendo di avere il consenso di tutti, né di avere ragione a prescindere; ma che si rispettino buona fede, indipendenza e passione professionale sì. La logica dei fanatici “se critichi Tizio sei al soldo di Caio” mi ripugna»: conclude senza mezzi termini Enrico Mentana.

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