“Era determinato e generoso”: Giorgio, 20 anni, è morto di Covid-19

Il giovane faceva parte degli Insuperabili, squadra di calcio a 5 di Milano.

Giorgio aveva appena 20 anni ed è morto a causa del Covid-19. Il ragazzo, chiamato ‘gigante buono’, faceva parte degli Insuperabili, una squadra di calcio a 5 di Milano, composta da atleti con disabilità.

La notizia è stata comunicata dlala stessa squadra: «Giorgio era determinato e generoso. Amava immensamente il calcio, i suoi compagni e le sue due grandi squadre del cuore: Inter e Insuperabili. Il suo sorriso trasmetteva gioia, così come il suo encomiabile altruismo. Sempre pronto ad aiutare gli altri ragazzi, Giorgio aveva una buona parola per tutti. La sua voglia di condividere emozioni con le persone che amava e i suoi modi di fare ci accompagneranno per sempre».

Daniele, un ex mister di Giorgio, su Facebook ha scritto: «Uno dei miei ragazzi che ho allenato, non ce l’ha fatta, è volato in cielo. Mi aveva contattato sua mamma per sentirlo telefonicamente 5 giorni fa, lui era in osservazione in ospedale, monitorato perché desaturava e necessitava di ossigeno terapia. L’ho sentito telefonicamente, è stata una piacevole chiacchierata durata non più di 5 minuti, perché il respiro un po’ affannoso lo metteva un pò difficoltà. Ci siamo salutati con la promessa che al suo ritorno a casa ci saremmo rivisti, perché lui era certo che tutto sarebbe andato per il meglio. Mi rassicurava dicendomi: «Mister, sto meglio rispetto a qualche giorno fa». Era fiducioso e sentendolo lo ero tanto anch’io. E invece oggi ho ricevuto un messaggio dalla sua mamma, ora non è più su questa terra».

«Ora gioca in Paradiso – ha aggiunto – Mi è caduto il mondo davanti. Mi sono rivisto tutte le foto insieme. Ragazzi è dura da accettare, non si è mai pronti a queste tragedie. Non solo lacrime, però. Perché adesso va trovato un modo per ricordare Giorgio. Ho promesso alla sua famiglia, che è molto affezionata a me, che nel mio piccolo farò rivivere il suo ricordo dedicandogli un memorial di calcio. Sì, perché lui amava il calcio, l’Inter, era un ragazzo molto giovane con davanti una vita. Non doveva andare così, fa tanto male. Ciao gigante buono».

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