Esorcismi con stupri (anche su minori), sacerdote finisce in carcere

Un prete di 42 anni, don Michele Barone, è stato arrestato, insieme ad altre persone (finite ai domiciliari), nell’ambito di indagini su “medievali e brutali riti esorcisti” ai danni di diverse donne, tra cui una 14enne.

Due degli arrestati sono i genitori della ragazzina.

Gravi le accuse: violenza sessuale aggravata e maltrattamenti.

Secondo gli inquirenti, il sacerdote convinceva giovani donne di essere possedute dal demonio e le sottoponeva a “riti di liberazione e purificazione“.

La 14enne e altre vittime sono state percosse, ingiuriate e costrette ad atti sessuali.

Don Michele Barone, sacerdote di Casapesenna (in provincia di Caserta) è finito in carcere, su disposizione della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, guidata da Maria Antonietta Troncone.

La vicenda è venuta fuori grazie ad un servizio televisivo, andato in onda nella trasmissione de Le Iene, in cui la sorella della giovane vittima ha raccontato come don Michele Barone ‘esorcizzava’ la sorellina che, invece, aveva bisogno di cure mediche.

Dalle indagini, però, è emerso – come si legge su Repubblica.it – che il prete aveva praticato esorcismi anche su altre donne, costrette a spogliarsi e a dormire nello stesso letto.

Per la Procura, don Michele barone era a capo di una setta.

La Procuratrice Troncone ha raccontato che “le indagini hanno consentito di stigmatizzare un contesto criminale inquietante. Don Michele Barone, agendo senza l’autorizzazione del Vescovo diocesano e, dunque, in totale spregio delle regole e delle prescrizioni dell’organizzazione clericale, ha perpetrato su numerose donne – tra le quali la minore e una giovane – medievali e brutali riti esorcisti, da qui l’accusa di violenza sessuale aggravata e dei maltrattamenti in famiglia“.

Il sacerdote, inoltre sottoponeva le donne a trattamenti “lesivi della loro integrità fisiopsichica, nonché della loro dignità“. Le vittime venivano “violentemente percosse, brutalmente ingiuriate e minacciate, e costrette a subire contro la loro volontà atti sessuali: palpeggiamenti in zone erogene, denudazione e l’aberrante prassi di dormire, nude, insieme al prete e alla sua amante“.

La giovane, ad esempio, veniva costretta agli atti sessuali a cui non poteva rifiutarsi perché sarebbe stata “punita dalla Madonna, da San Michele e dagli altri Santi“.

E non finisce qui: perché don Michele Barone convinceva le donne a sospendere le cure farmacologiche per trattare le patologie da cui erano affette.