Esplosione della cascina: c’è un fermo per omicidio, disastro e lesioni

Nella notte ascoltato per molte ore Giovanni Vincenti, il proprietario della struttura deflagrata.

Svolta nel caso dell’esplosione della cascina di Quargnento, nell’Alessandria, che ha provocato la morte di tre vigili del fuoco.

La scorsa notte, infatti, i carabinieri del Comando provinciale di Alessandria hanno portato in caserma Giovanni Vincenti, il proprietario della struttura deflagrata, come reso noto dall’avvocato Laura Mazzolini che, lasciando gli uffici dell’Arma in piazza Vittorio Veneto, ha detto: “Ho assistito all’interrogatorio, non posso dire nulla“.

Vincenti è stato ascoltato per dieci ore dai Carabinieri ed è poi maturata la decisione di sottoporlo al fermo per disastro doloso, omicidio plurimo e lesioni. La notizia è stata ufficializzata nella conferenza stampa di stamane dei militari.

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Tre giorni fa Vincenti ha detto: “Sono distrutto dal dolore per questi tre ragazzi che sono morti sotto le macerie di casa mia dove abbiamo vissuto in armonia e amore per tanti anni. Abbiamo fatto quella casa per viverci tutta la vita e adesso è diventato un luogo di morte“.

E ancora: “Il perché non lo so, o meglio, penso per pura e sempre invidia – ha aggiunto Vincenti, cercando di dare una spiegazione a quanto successo – Io negli anni ho subito diversi atti dolosi, non siamo mai stati ben acquisiti da quel paese da quando ci siamo trasferiti, siamo una famiglia un po’ riservata, per questo non abbiamo mai avuto grossi rapporti con il vicinato“.

Però – ha proseguito – ci sono una serie di situazioni che ho chiarito bene. Ieri poi sono riuscito con i carabinieri a dare un filo logico a tante situazioni che si sono verificate da quando eravamo lì a Quargnento e sono venute fuori due o tre ipotesi“.

Ieri sono stati celebrati al Duomo di Milano i funerali delle tre vittime: Antonio Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo.

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