“Fa più paura la D’Urso che ISIS”. La sorella Fabiana contro lo scrittore Castoro

Giovedì scorso, 4 gennaio, lo scrittore e filosofo Carmine Castoro, ospite di Otto e Mezzo su La7 per presentare il suo ultimo libro – Il sangue e lo schermo – ha affermato: “dovremmo chiederci se ci terrorizza più la D’Urso o l’ISIS. A me fa più paura la D’Urso. È un paradosso mio ma è così”.

Lo scrittore, tentando di spiegare il suo infelice accostamento, ha detto: “Ci sono due polarità, da un lato c’è il massimo del sangue, della guerra dell’odio della violenza rappresentato dall’Isis […] e dall’altro lato abbiamo questa finzionalizzazione e futilizzazione del dolore […] che ci porta a quello che diceva Pierre Bourdieu negli anni ’90 cioè le tragedie senza legami, quindi se al dolore togliamo la filiera delle cause, della storia, della memoria, delle responsabilità e delle soluzioni noi abbiamo di fronte a noi un cinico trastullo che è quello al quale si dedicano con grande profitto tante trasmissioni e tanti conduttori”.

Sulla vicenda è intervenuta su IlGiornale.it la sorella di Barbara D’Urso, Fabiana.

Quando penso alla sua vita e al lavoro che fa penso che forse sia una donna bionica, nel senso che qualcuno deve averle impiantato un microchip da qualche parte per cui è assolutamente ‘instancabile’. Non voglio farne una eroina, non lo è, anzi ha un carattere insopportabile ma è questo che la rende una vera leonessa“, ha detto Fabiana, nata a Napoli nel 1973.

Su Di Castoro la sorella di Barbara D’Urso ha affermato: “Trovo però molto più genuina nel suo decolletè, naturalmente esagerato e messo in mostra, mia sorella Barbara che non un signore (la definizione non ha nulla a che vedere con l’accezione di persona educata) che ha bisogno di parlare male della D’Urso (unendo addirittura questo cognome al terrificante nome dell’Isis) sperando così di poter vendere qualche copia in più del suo libro“.

Fabiana d’Urso ha raccontato che ha dovuto spiegare a suo figlio di 11 anni che la zia non c’entra nulla con il terrorismo: “Gli ho detto che proprio no, la zia non ha nulla a che vedere con i terroristi. È solo che quando sei una persona il cui nome è molto conosciuto capita che altre persone per invidia, per insicurezza o per paura di non riuscire nel loro lavoro, parlino male di te. Tutto qui”.