Fabrizio Miccoli e quella frase su Giovanni Falcone: “Non mi do pace”

L’ex capitano del Palermo condannato per estorsione si pente di aver definito Giovanni Falcone “un fango”

Fabrizio Miccoli non si dà pace. Tutta colpa di una frase infelice pronunciata qualche tempo fa e rivolta a Giovanni Falcone, il magistrato italiano simbolo della lotta alla mafia e vittima assieme alla moglie e alla scorta della Strage di Capaci del 23 maggio 1992.

Nel 2013 l’ex capitano del Palermo in una conversazione telefonica con Mauro Lauricella aveva definito il magistrato “un fango”.

A 6 anni di distanza da quella chiacchierata e dopo una condanna in primo grado a 3 anni e 6 mesi per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso, il giocatore non si sente con la coscienza a posto.

Non mi do pace per quell’intercettazione – ha dichiarato in una intervista a ‘Sportitalia’ – in cui parlo di Giovanni Falcone. Era un contesto particolare, non mi fa dormire, e ora sono a disposizione per arrivare alla verità. Quello non è il mio pensiero. Fu una cosa detta alle quattro di mattina, all’uscita da una discoteca. Forse avevamo pure bevuto un po’. Io non sono un delinquente”.

All’epoca dei fatti – ha raccontato – ho provato a scusarmi con la famiglia, ma non c’è stata l’occasione di confrontarmi. A distanza di tempo vorrei incontrare la Maria Falcone (sorella di Giovanni, ndr) per dirle che non pensavo affatto quello che ho detto“.

Come già detto, Miccoli è stato condannato a 3 anni e 6 mesi per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. Secondo la Procura il giocatore si era rivolto a Mauro Lauricella (figlio del boss mafioso Lauricella) per recuperare 12mila euro che gli doveva un amico che gestiva una discoteca.

Per la cronaca: Lauricella è stato assolto dall’accusa di estorsione e condannato a un anno per violenza privata aggravata dal metodo mafioso.

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