Feltri e gli immigrati: “Portano miseria e malattie”

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Tutto è partito da lì, dal titolo di un articolo pubblicato sul suo giornale. “Dopo la miseria portano malattie”. Sottotitolo: “Immigrati affetti da morbi letali diffondono infezioni. Basta che una zanzara punga prima un malato e poi uno sano e quest’ultimo muore. Il governo se ne disinteressa e insiste con l’accoglienza”. Il quotidiano in questione è Libero.

A microfoni della Zanzara di Radio 24, Vittorio Feltri lo difende: “Il nostro è un titolo fattuale, chi lo critica o è in malafede o è cretino. A parte il fatto che sono direttore editoriale e non rispondo del titolo, l’ho approvato. Sono d’accordo sulla sostanza perché riflette la realtà. Lo condivido”.

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Da lì l’intervista diventa un crescendo. Feltri non gradisce la presenza di immigrati in Italia e non ne fa mistero, anzi.

Gli immigrati portano la miseria, è un dato di fatto. E portano anche le malattie, visto che anche i casi di tbc sono raddoppiati negli ultimi sei mesi. Questa immigrazione incontrollata e massiccia porta malattie che erano state sconfitte definitivamente: non solo la malaria, ma anche la tbc”.

Poi cerca di correggere il tiro: “Io non ce l’ho con gli immigrati, ma se dopo il flusso migratorio raddoppia la tbc non posso attribuire la responsabilità agli svizzeri, austriaci o tirolesi“.

Ma alla fine non se la tiene: “Non li ho mai visti io. Qualche volta li ho visti per strada ma in macchina, la mia bella berlina, quindi a me degli immigrati non me ne fotte un c…o. Gli africani sono persone che hanno dimostrato di non avere una gran cultura del lavoro, tant’è vero che vivono nella m…a”.

E alla domanda “Sei mai stato in Africa?”, il direttore non si trattiene più: “Me ne guardo bene. Io non vado neanche in Sicilia e ti pare che vado in Burkina Faso?”.