Femminicidio di Bologna, Giovanni Padovani non risponde al giudice

L’uomo ha ucciso l’ex compagna Alessandra Matteuzzi

Giovanni Padovani e la sua vittima.

Giovanni Padovani, il 27enne in arresto per l’omicidio della compagna Alessandra Matteuzzi, colpita a martellate martedì sera a Bologna, si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’udienza di convalida davanti al Gip Andrea Salvatore Romito.

Padovani, calciatore dilettante, era in tenuta sportiva, maglietta nera e pantaloncini corti verde fosforescenti. È difeso d’ufficio dall’avvocato Enrico Buono.

“È molto provato”, ha detto il difensore ai giornalisti uscendo dal tribunale. Il pm Domenico Ambrosino ha chiesto convalida e carcere per omicidio aggravato dallo stalking.

La madre di Padovani, in abito nero, si è affacciata dal balcone e ha detto: “Non parlo, lasciatemi in pace”. Era poi presente anche fuori dall’aula.

Oggi, alle 14, l’autopsia sul corpo della vittima.

Stando a quanto ricostruito, dopo una violenta lite tra i due, segnalata da alcuni vicini, all’arrivo delle volanti, Alessandra Matteuzzi è stata trovata riversa a terra e ferita alla testa, in stato di incoscienza. Giovanni Padovani ha colpito con un martello la donna nel cortile del palazzo dove abitava.

La vittima, quando è stata aggredita dal compagno, stava parlando con la sorella al telefono: “È scesa dalla macchina e ha cominciato a urlare: no Giovanni, no, ti prego, aiuto. Io ero al telefono, ho chiamato immediatamente i carabinieri che sono arrivati subito. Io abito a 30 chilometri. Alla fine l’ha massacrata di botte”.

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