Figlio trapiantato in spiaggia, chiede le distanze e viene aggredita: “Tienilo a casa. Il Covid non esiste”

È accaduto in provincia di Massa Carrara.

mamma e figlio in spiaggia
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Porta il figlio trapiantato in spiaggia per qualche ora di relax, ma incontra due donne che si distendono senza rispettare il distanziamento sociale. Alla richiesta di allontanarsi il necessario per non mettere in pericolo la vita del bambino immunodepresso, riceve una vera e propria aggressione verbale.

«Il Covid non esiste: niente distanze. Se tuo figlio è malato tienitelo in casa»: sono le parole che la donna si è sentita rivolgere. L’episodio è avvenuto in una spiaggia della costa apuana. Madre e figlio trapiantato si trovavano in spiaggia a Massa, in provincia di Massa Carrara, per permettere al 13enne di respirare un po’ di aria marina nell’attesa di un altro intervento al Gaslini di Genova.

La terapia prevede bagni e lunghe passeggiate, ma qualcuno ha pensato bene che non ne avesse diritto.I fatti risalgono a sabato primo agosto, quando hanno deciso di affittare un ombrellone in un’area attrezzata. Arrivati a un certo punto due turiste, non trovando posto, hanno deciso di posizionarsi con le proprie cose a pochi centimetri dal ragazzino.

Spiaggia

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Alla richiesta di rispettare le norme di sicurezza relative al Covid, la mamma si è sentita rispondere: «Il Covid non esiste e se tuo figlio sta male tienilo chiuso in casa». Nonostante numerose persone presenti in spiaggia abbiano difeso la donna con il figlio convalescente, sono stati costretti ad abbandonare la loro postazione per il bene del 13enne.

«Mio figlio, che è molto fragile ha paura di ritornare al mare e quindi in questi giorni siamo restati nel nostro residence completamente isolati. Stiamo bene, e ringrazio le tante dimostrazioni di solidarietà che ci sono pervenute»: ha raccontato la donna protagonista di questa storia.

Oggi il sindaco di Massa, Francesco Persiani, ha dichiarato il suo rammarico per quanto successo, offrendo a madre e figlio tutto il supporto, qualora ne avesse ancora bisogno durante il soggiorno nel Comune di cui è primo cittadino.

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