Filippo Magnini finisce nell’inchiesta antidoping di Nado

Nell’inchiesta della Procura antidoping di Nado Italia per commercio di prodotti dopanti che ha coinvolto il medico romagnolo Guido Porcellini sono finiti anche loro, Filippo Magnini e il collega Michele Santucci.

A far sussultare è soprattutto il nome di Magnini a cui viene contestata la violazione degli art.2.2 (uso o tentato uso di sostanze dopanti) e 2.9 (favoreggiamento) del codice Wada.

Il due volte campione del mondo di nuoto nonché ex fidanzato di Federica Pellegrini, è oggetto di indagine a causa di due intercettazioni telefoniche datate 2015-2016. In una Porcellini dice al collaboratore Antonio De Grandis di aver ricevuto 1.200 euro dal campione, nell’altra è Magnini che chiede al medico di “mandargli quei dati per il mio amico (Michele Santucci, ndr)”. Da allora anche l’atleta è nel mirino di pedinamenti e intercettazioni.

Ma lui si sente tranquillo. Non è mai risultato positivo ai test antidoping ai quali non si è mai sottratto, e poi non è stato dimostrato che i farmaci sequestrati al medico fossero destinati a lui.

Invece, in merito alle intercettazioni, lo stesso Porcellini ha spiegato che quei 1.200 euro erano un “rimborso spese di viaggio” pagato dal nuotatore per conto dell’allora fidanzata Federica Pellegrini per visitare la quale il medico aveva interrotto le vacanze.