Food e non solo, il futuro degli acquisti è online

Continua a farsi sentire l’effetto Coronavirus: il commercio digitale è cresciuto a ritmi vertiginosi negli ultimi mesi, interessando anche il settore food. Ecco cosa devono fare le imprese per intercettare i nuovi clienti.

Era dal 2017 che non si vedeva un ritmo di crescita così intenso per il commercio digitale in Italia: stando alle ultime statistiche, diffuse dall’Osservatorio del Politecnico di Milano, i soli acquisti di prodotto hanno fatto registrare un più 26 per cento anno su anno, con una crescita che ha interessato tutto il circuito dell’e-commerce. Ma ci sono ancora forti criticità, a cominciare da carenze sul fronte dell’offerta.

Le sfide dell’e-Commerce in Italia

Non sempre infatti i siti sono stati pronti ad accogliere l’accresciuta domanda e hanno dimostrato vari problemi nell’intercettare la rinnovata attenzione verso l’e-commerce. Secondo Valentina Pontiggia, Direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano, è invece il momento di maturare “una definitiva consapevolezza sulla necessità di sviluppare un canale eCommerce completamente integrato con l’esperienza fisica”, un vero e proprio cambiamento epocale (invocato dai consumatori) che “richiederà – soprattutto per i modelli più tradizionali di Retail – profonde revisioni di processo e di organizzazione, investimenti, capacità di ascolto dei clienti e molta creatività”.

Come migliorare l’offerta e i siti

Le imprese hanno a disposizione vari strumenti per ottimizzare i processi e gestire al meglio sia la domanda straordinaria di questo momento, sia quella futura che – prevedibilmente – sarà sempre più stabile e affezionata al canale digitale. Ad esempio, i siti che utilizzano il noto CMS Magento, progettato per una gestione efficace degli e-Commerce, possono trovare vantaggioso rivolgersi ad aziende come Flamenetworks che offrono un servizio hosting Magento più performante e mettono a disposizione un’infrastruttura forte e stabile per far girare alla perfezione il complesso meccanismo che sta dietro al negozio virtuale.

I numeri del commercio digitale

I numeri dovrebbero spingere e convincere a compiere questi passi con rapidità: solo negli ultimi mesi, i web shopper italiani sono aumentati di 2 milioni e i nuovi consumatori digitali stanno rapidamente acquisendo maggior dimestichezza e fiducia nell’online e nei pagamenti digitali, sviluppando allo stesso tempo competenze sufficienti a “giudicare” la qualità e il livello dell’offerta proposta dal sito, che quindi diventa un fattore competitivo che può fare la differenza tra il successo e il fallimento.

Il ruolo indispensabile dell’e-Commerce

Come spiega Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – Politecnico di Milano, “dopo essere stato per anni un canale secondario, l’e-Commerce ha acquisito oggi un ruolo determinante nella riprogettazione delle strategie di vendita e di interazione con i consumatori”. Tra le poche certezze di questa fase ci sono “la vicinanza che i canali online e fisico stanno dimostrando con forza e il ruolo indispensabile che l’e-Commerce sta svolgendo per la ripresa del commercio e dei consumi, certificati dai continui investimenti in atto per potenziare il canale digitale (tramite sito proprio, aggregatori, marketplace) o per favorire modalità di vendita fondate sull’integrazione tra esperienze online e offline (come click&collect, drive&collect, allestimento degli ordini online in store)”.

23 miliardi di euro di acquisti online

E sono ancora altre cifre a dare dimostrazione di questa forte accelerazione: a fine anno, gli acquisti online fatti dagli italiani dovrebbero arrivare a sfiorare i 23 miliardi di euro, circa 4,7 miliardi in più rispetto al 2019, valore assoluto più alto di sempre.

In questo contesto, ci sono alcuni elementi su cui è importante soffermare l’attenzione: il mondo dell’eCommerce sta acquisendo sempre più penetrazione sul totale retail e ora vale l’8 per cento dello shopping in Italia (era il 6 per cento). Inoltre, accanto a settori storicamente più maturi che comunque salgono con un tasso sostenuto, si fanno largo anche comparti emergenti, come il food&grocery o l’arredamento e home living.