Francia, Julie muore a 16 anni per il Coronavirus. La sorella: “Nessuno è invincibile”

Ricoverata in ospedale lunedì 23 marzo con difficoltà respiratorie, muore nella notte tra martedì e mercoledì.

julie morta a 16 anni coronavirus
julie morta a 16 anni coronavirus

Il Coronavirus può attaccare chiunque, lo dimostra la storia di Julie che muore a 16 anni. Si tratta della prima vittima minorenne in Francia. «Dobbiamo smettere di credere che ciò riguardi solo gli anziani. Nessuno è invincibile contro questo virus mutante»: dichiara la sorella maggiore, Manon, con la voce spezzata dalle lacrime.

Test coronavirus positivo

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Adesso lei si trova in quarantena con la madre, ed è da casa che racconta quanto accaduto a Julie. «La scorsa settimana ha avuto un leggero colpo di tosse. È peggiorata questo fine settimana con il muco e lunedì siamo andati a vedere un medico di medicina generale. Lì le è stato diagnosticato un disturbo respiratorio. Prima non aveva avuto particolari malattie».

Allora comincia la corsa contro il tempo. Prima il ricovero all’ospedale Longjumeau, a Essonne, poi il trasferimento al Necker Hospital di Parigi. Assistita da un autorespiratore, è stata finalmente intubata martedì sera.

Nonostante i medici abbiano fatto tutto il possibile, Julie muore a 16 anni per i Coronavirus. La dimostrazione questa, che non ci sono persone immuni. Il Covid-19 può colpire chiunque, senza pietà. E uccidere, anche senza malattie preesistenti. Quello che chiede adesso la famiglia, ligia al dovere e rispettosa della quarantena, è «un po’ più di umanità».

Il funerale si svolgerà lunedì 30 marzo, «con un massimo di dieci persone», ma intanto la scuola ha programmato una veglia in ricordo di Julie. Un minuto di silenzio e una marcia bianca e rossa. «Bianco per il suo buon umore, rosso perché era il suo colore preferito»: dice un suo compagno.

«Adorava ballare, cantare, far ridere la gente … Tutto tranne restare fermi a non fare nulla»: racconta un altro compagno. Era la sua passione, ma avrebbe voluto diventasse anche il suo lavoro. I genitori degli studenti, appresa la notizia via mail, adesso chiedono supporto psicologico per i propri figli.

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