Frecciarossa deragliato: a che punto sono le indagini?

I cinque operai indagati sono stati sottoposti a interrogatori fiume dagli inquirenti.

Le immagini del Frecciarossa 9595 Milano – Salerno deragliato nel lodigiano lo scorso 6 febbraio sono ancora nella mente di tutti. L’incidente ferroviario, che ha provocato la morte dei macchinisti Giuseppe Cicciù e Mario di Cuonzo, è ovviamente al centro di approfondite indagini relative alla dinamica. Gli inquirenti si stanno per ora concentrando sulla posizione di quattro operai e di un capo squadra intervenuti sul luogo della tragedia.

Questi professionisti sono stati iscritti al registro degli indagati per lesioni colpose, omicidio plurimo colposo e disastro colposo. I tecnici, oggetto di un avviso di garanzia da parte della Procura di Lodi, sono sotto indagine per aver svolto in maniera inadeguata il proprio lavoro, portando il treno ad alta velocità a percorrere i binari di servizio, inadatti, per questioni tecniche, al traffico passeggeri e non in grado di sostenere il passaggio dei Frecciarossa.

Venerdì 7 febbraio, i cinque indagati sono stati sottoposti a un interrogatorio fiume, a seguito del quale la Procura di Lodi ha confermato la pista dell’errore umano. La tragedia, che oltre al decesso dei due macchinisti ha provocato il ferimento di oltre 31 persone, sarebbe stata causata da uno scambio lasciato erroneamente in una posizione non corretta.

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Un errore commesso solo poche ore prima

A quanto pare, l’errore fatale sarebbe stato commesso poche ore prima del passaggio del convoglio ferroviario. I cinque indagati, subito dopo il terribile incidente, avevano però respinto tutte le accuse che erano state rivolte loro, affermando di aver lasciato lo scambio ferroviario in posizione corretta.

Secondo quanto riportato nella giornata dell’8 febbraio dal quotidiano Il Giorno, il primo tra gli operai interrogati – si sono tutti presentati in Procura assieme ai propri legali – avrebbe risposto alle domande degli inquirenti per circa 3 ore. Nella serata di sabato, invece, ha avuto inizio l’interrogatorio del secondo che, esattamente come il collega, sembra abbia risposto in maniera chiara ed esaustiva alle domande. Sulla base della legge sulla responsabilità aziendale, la Procura di Lodi ha aperto indagini anche su RFI.