Funerali di Gaia e Camilla, il sacerdote: “Il senso della vita non è fumare e ubriacarsi”

Le parole di don Gian Matteo Botto ai funerali di Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann.

Si sono svolti oggi a Roma i funerali di Camilla Romagnoli e Gaia Von Freymann, le due sedicenni travolte e uccise da un Suv guidato dal 20enne Pietro Genovese, che si trova agli arresti domiciliari, indagato per omicidio stradale.

I funerali si sono conclusi con un applauso all’uscita delle bare dalla chiesa e sulle note delle canzoni preferite delle due ragazze: A te di Lorenzo Jovanotti e Ti voglio bene di Tiziano Ferro.

L’OMELIA

«Il senso della vita non è fumare e ubriacarsi ma amarci l’uni con gli altri». Questo uno dei passaggi dell’omelia di don Gian Matteo Botto in occasione dei funerali di Gaia e Camilla.

«Magari quando sei sbronzo ti metti pure a guidare. In fondo pensiamo tutti di essere un po’ padre eterni, superuomini, e poi non riusciamo a seguire le regole comuni. Non siamo forse tutti un po’ superbi? Oggi ci riscopriamo tutti un po’ palloni gonfiati», ha poi aggiunto il parroco.

LEGGI ANCHE: 16enni investite a Roma, investitore con tasso alcolemico 1.4.

GIORGIA, LA SORELLA DI CAMILLA

«Si è persa una delle fondamenta della nostra famiglia. Eri la piccola di casa. Tu che trovavi imbarazzo ogni volta che si parlava di te, non ti piaceva sentirti gli occhi addosso. Ti sentivi imperfetta».

Così Giorgia, la sorella di Camilla durante i funerali. «Qualche giorno a tavola avevi chiesto qual era il senso della vita e non ti ho saputo rispondere. A qualche giorno di distanza ho trovato la risposta: il senso della mia vita sei tu».

LEGGI ANCHE: Si appende alla ringhiera per una prova d’amore e finisce di sotto.

Pietro Genovese.

LE PAROLE DEL GIP

Intanto, sul fronte delle indagini, il GIP di Roma, Bernadette Nicostra, ha scritto nell’ordinanza di custodia cautelare a danni di Pietro Genovese che guidava con «imprudenza e imperizia» e «teneva una velocità superiore al limite consentito di 50 km/h».

Genovese, poi, ha guidato senza pensare alle «condizioni della strada e del traffico (ora notturna, prossimità dell’intersezione con via Flaminia- scarsamente illuminata – forte pioggia intermittente, intenso traffico pedonale e veicolare) così da non poter arrestare tempestivamente il veicolo a fronte di un ostacolo prevedibile».

Se Genovesse avesse tenuto «una velocità prudenziale e una condizione di sobrietà in rapporto alla prossimità di unn attraversamento semaforico, all’insistenza di un affollato agglomerato urbano, di locali notturni assai frequentati soprattutto di sabato sera, di una scarsa visibilità per causa di illuminazione ‘colposamente’ insufficiente, avrebbe, con ogni probabilità, permesso all’indagato di meglio controllare il veicolo mettendo in atto manovre di emergenza per arrestarlo davanti a ostacoli prevedibili».

LEGGI ANCHE: Gas intestinali, quando è meglio andare dal medico.