Gabriel Garko: “A 17 anni un uomo sposato ha provato a violentarmi”

La confessione dolorosa dell’attore torinese al settimanale Chi.

Gabriel Garko, intervistato dal settimanale Chi, ha fatto una confessione dolorosa: «A 17 anni un uomo, sposato e con figli, tentò di violentarmi. Provai schifo, da quel giorno ho iniziato a fumare e non ne ho mai parlato con nessuno fino a oggi».

Garko, 47 anni, sta promuovendo in questi giorni l’autobiografia Andata e ritorno che uscirà nelle librerie da domani, giovedì 21 novembre.

Quanto accaduto all’attore torinese è, quindi, successo 30 anni fa: «Non ne parlai con nessuno, neanche con la mia famiglia, lo dico solo ora perché con questo libro mi sono aperto più di quanto mi sarei aspettato e quell’episodio, che in verità credevo di aver rimosso, è tornato prepotente a farmi visita».

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L’uomo da cui ha subito un tentativo di violenza sessuale si chiamava Marco: «Era sposato e con figli, un uomo ‘normale’ agli occhi della società. Eppure, anche nelle famiglia più canoniche può succedere di tutto. In passato non l’avrei mai dichiarato perché avrebbe significato voler far parlare a tutti i costi di me e io, mi creda, non ho mai cavalcato le notizie per farmi pubblicità».

Garko ha anche raccontato che nel 2014 qualcuno ha provato a manomettere la sua auto: «Nonostante le denunce fatte, non ho mai scoperto chi fosse il mandante. Forse volevano uccidermi, ma non sono nuovo a episodi del genere. Una volta, fuori dal cancello di casa, qualcuno scrisse ‘Garko drogato’».

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Gabriel Garko
Gabriel Garko

Poi, a proposito delle voci sulla sua presunta relazione con Gabriele Rossi, l’attore ha detto: «Sogno un mondo dove non ci sia più bisogno di raccontare quello che succede nella camera da letto tra due persone. Dobbiamo superare le barriere, le etichette, i cliché e tutte queste maledette definizioni, lasciando a tutti la libertà di esprimersi come e quando vorranno. Non riesco più a tollerare chi punta il dito, chi giudica, chi vuole dare un nome a tutto e a tutti, e non voglio più sentire parlare di normalità».

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