Gene Gnocchi e la battuta sulla Petacci: “È stato un malinteso”

Prova a difendersi Gene Gnocchi. Il popolo social questa volta non gliel’ha fatta passare liscia. La battuta su Claretta Petacci è stata di cattivo gusto.

È un malinteso – ha dichiarato ai microfoni di ‘Radio Capital’ – perché mai e poi mai infierirei su dei morti, lontanissima da me l’idea di dileggiare Claretta Petacci. Mi dispiace se qualcuno si è sentito toccato, ma non mi sento in colpa e rivendico il diritto di fare satira“.

Il comico, durante la scorsa puntata del talk show politico “diMartedì” condotto da Giovanni Floris aveva preso mira Giorgia Meloni facendo ironia sulla foto da lei postata (e diventata in breve tempo virale) che immortalava un maiale tra i rifiuti della Capitale e con la quale la leader di ‘Fratelli d’Italia’ voleva denunciare il degrado romano.
Deve essere il suo maiale che le è scappato – aveva detto in tv il comico – diamole una mano a trovarlo. È un maiale femmina, si chiama Claretta Petacci”.

Appalusi e risatine in studio, bufera sul web.

È una battuta squallida e che non fa ridere”, “Si sta accorgendo che è sul viale del tramonto ed ha bisogno di questi momenti per farsi notare”, “Gene Gnocchi: un essere piccolo piccolo”, “L‘offesa più infame che abbia mai sentito pronunciare da un uomo verso una donna” sono solo i tweet meno duri.

L’obiettivo della battuta – si è giustificato in radio Gnocchi – era Giorgia Meloni: pubblicava tante foto sui social e sembrava come quando si smarrisce un gatto o un cane, e pensando a lei ho dato quel nome al maiale”.

Inoltre il comico ha raccontato di essere stato anche minacciato.
Stamattina ho trovato manifesti intimidatori di Forza Nuova sotto casa mia. Hanno minacciato di manganellarmi. Il loro sito dice che non ho la scorta e posso essere manganellato“.

Questa volta l’ha fatta grossa.