Gerry Scotti e il divorzio: “Ho provato vergogna”

Devo ringraziare il mio lavoro che mi ha impegnato tutti i giorni con il Milionario e Passaparola, tutto ciò che in quel periodo occupava la mia esistenza. Grazie a questo sono stato in grado di non cadere nella commiserazione“.

Così Gerry Scotti, a proposito del divorzio dalla moglie, intervistato da LaStampa.it.

Per il conduttore quello è stato un fallimento personale: “Il lavoro mi ha salvato, è stato una stampella al quale appoggiarmi“, ha detto.

Gerry, infatti, ha provato vergogna per il divorzio: “Non mi sono mai vergognato di niente, ma quando mi sono separato per poi arrivare al divorzio mi vergognavo di aver finito la storia della mia famiglia. Ci sono tre grandi dolori nella vita: la morte, il divorzio e il trasloco. In un attimo me ne sono successi due su tre perché oltre alla separazione ho dovuto fare le valigie e uscire da casa mia, il posto dove era nato e viveva mio figlio“.

Scotti, 61 anni, ha un rammarico, non essere riuscito a costruire un buon rapporto con l’ex moglie: “Non ne sono fiero, avrei preferito diversamente“.

Pochi sanno, inoltre, che Gerry Scotti è stato anche eletto deputato nel 1987, eletto tra le fila del Partito Socialista Italiano, allora guidato da Bettino Craxi, grazie a oltre 9mila preferenze.

Tuttavia, quell’esperienza politica fu negativa: “Quando ero deputato mi affidarono le questioni giovanili, le presi così sul serio che comincia a riempire la Camera di proposte. Rimasero tutte inascoltate, lettere morte, così mi dimisi e tornai in TV“.

Comunque, Gerry Scotti, nato in provincia di Padova, riuscì a presentare 33 progetti di legge, 26 dei quali solo nel primo anno di incarico.

Infine, il proposito del conduttore lombardo per il suo futuro: “Prima o poi avvierò con mio figlio e alcuni collaboratori una casa di produzione per realizzare contenuti per la tv. Credo sia il modo giusto per dare la svolta a una carriera che sinceramente mi ha dato tantissimo“.