Gino Paoli: “Ecco perché quel giorno mi sparai al cuore”

Il racconto del cantante a Walter Veltroni su Sette, il settimanale del Corriere della Sera.

Gino Paoli

Gino Paoli, intervistato da Walter Veltroni su Sette, il settimanale del Corriere della Sera, ha ricordato quando l’11 luglio 1963 tentò il suicidio, saprandosi un colpo di pistola al cuore.

La mia ex moglie era andata a stare da un amico dall’altra parte di Genova – ha ricordato – Io ero solo in casa. Ho preso un paio di pistole, le ho provate per vedere quale sparava più lontano. Le provai in un vocabolario. Sparai per vedere quanto era penetrante il colpo. C’era questa Derringerche aveva una canna piuttosto lunga quindi era più sostenuta. Poi misi un po’ di pillole sul comò e cominciai a prendere le pillole, ma era una rottura di co*lioni mostruosa. Pensai, mi butto dalla finestra. Ma poi se mi vede mia madre tutto spiaccicato non è il caso, povera donna. Ad un certo punto ho pensato: mi sparo, vediamo. L’ho fatto. Come se mi avessero tirato un masso enorme addosso. Poi ho perso conoscenza. Mi sono svegliato in ospedale con il prete che mi dava l’estrema unzione e l’ho mandato a fare in cu*o”.

Gino Paoli
Gino Paoli

Il cantante, che da allora vive con il proiettile nel pericardio a causa dell’elevato rischio della rimozione perché troppo vicino al cuore, ha aggiunto: “Per andare a vedere cosa c’era dall’altra parte. Non ho una ragione specifica. Avevo avuto tutto dalla vita. Almeno credevo di aver avuto tutto, di aver visto tutto, di non avere ormai più niente da guardare. Quindi volevo andare a vedere dall’altra parte. È una stron*ata mostruosa, quello che ho fatto quel giorno. Tutto quello che poi è successo nella mia vita non lo avrei fatto e c’erano un bel po’ di cose che volevo fare e che erano belle da vivere. Che è stato bello vivere. Però i ragazzi, i giovani sono spesso cretini. Almeno io lo fui”.

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