Giro d’Italia: le buche di Roma neutralizzano il tempo al terzo giro

Di questo Giro d’Italia numero 101 ricorderemo la prima vittoria del corridore inglese Chris Froome e il manto stradale butterato di Roma.

Sì, perché l’ultima tappa, quella nella Città Eterna, è stata vinta a pari merito dalle buche. Si tratta di un problema comune a molte città italiane, ma qualcuno si aspettava che in occasione di una delle gare ciclistiche più importanti l’eterna grana della Capitale sarebbe stata risolta. E invece no.

Tant’è che gli stessi atleti hanno minacciato un gesto plateale (fermarsi tutti insieme prima della linea del traguardo) se non fossero stati presi provvedimenti.

E la soluzione è arrivata: se le buche non si possono coprire in tempo, allora si accorcia il percorso. E così, i dieci giri previsti sono stati ridotti a tre. Al terzo passaggio sul traguardo dei Fori Imperiali, come si dice in gergo ciclistico, il tempo è quindi stato neutralizzato.

Davvero una “figuraccia in mondovisione” per la città, come ha sottolineato la senatrice del Partito democratico Monica Cirinnà.

Non serviva – ha detto la senatrice rivolta alla sindaca Raggi – la protesta dei corridori per certificare l’impraticabilità di campo di una città che quotidianamente mette a rischio la mobilità dei romani. È ora che, dopo questo ennesimo e palese fallimento e le numerose emergenze irrisolte, da quella dei rifiuti a quella del trasporto pubblico, la sindaca prenda atto dell’incapacità sua e della sua Giunta di gestire in modo adeguato la Capitale del Paese”.