Gli animali domestici tengono allenati corpo e mente

Sono sempre di più gli italiani che decidono di ospitare un animale in casa, dai “tradizionali” cani, gatti, uccelli e pesci vari ai meno convenzionali furetti, varani, serpenti. E chi più ne ha più ne metta.

Ma nelle persone per cosi dire “agée”, ossia in età matura, si insinuano spesso timori che la convivenza con gli amici a quattro zampe possa influire negativamente con gli acciacchi tipici dell’avanzare dell’età, arrecando problemi sia agli animali sia ai proprietari. Soprattutto per quanto riguarda le défaillances della memoria: tenere un pet, con tutti gli impegni che comporta, sovraccarica la mente di pensieri? Niente di più falso.

“Gli studi dimostrano che la compagnia di un animale comporta una serie di benefici per il loro proprietario” risponde Giuseppe Alfredo Iannoccari, docente alla Statale di Milano e presidente dell’associazione Assomensana, in occasione della “Settimana di prevenzione dell’invecchiamento mentale”, che si svolge in tutta Italia dal 18 al 23 settembre 2017. Nel corso della Settimana l’Associazione mette a disposizione degli iscritti più di 350 specialisti psicologi, neurologi e geriatri che offrono una valutazione gratuita per rilevare le condizioni cognitive e fornire consigli utili per ostacolare il decadimento mentale. (www.assomensana.it).

“Uno studio condotto da Sara Staats e Kelli Seras della Ohio State University a Newark, dove sono stati intervistati 95 donne e 207 uomini scelti a caso – ricorda Iannoccari – ha rilevato che l’89% aveva già posseduto un animale e il 56% ne possedeva uno al momento dell’intervista. I motivi erano diversi e dipendevano da diverse variabili, come l’essere da soli o appartenere a un genere piuttosto che all’altro. Il 22% dei single spiegava che un compagno di questo tipo contribuisce a mantenere attivi e in forma. Il 18% sosteneva che un animale aiutava a non sentirsi soli, mentre il 14% diceva che sono utili, ma non sapeva darne una ragione. L’11% trovava nell’animale una presenza che aiuta a sopportare i momenti difficili. Insomma, le persone che vivono da sole sembrano cercare nell’animale un conforto emotivo e sociale maggiore di quanti vivevano in coppia”.

Ai motivi di ordine affettivo, “molto importanti soprattutto per affrontare il problema della solitudine nelle persone più anziane – aggiunge l’esperto – si aggiungono anche i benefici derivanti dall’avere un impegno e quindi una serie di faccende da ricordare e svolgere. Dal dare da mangiare a una certa ora a ricordarsi gli appuntamenti col veterinario e per la tolettatura, dal programmare la propria giornata in funzione delle esigenze dei compagni animali, al pianificare una vacanza tenendo conto della loro presenza”.

Fonte Healthdesk