Gli effetti della luce solare sul Coronavirus: cosa dice uno studio

I risultati sono preliminari e vanno ancora sottoposti alle verifiche del caso.

Coronavirus e luce solare
Gli effetti di sole, caldo e umidità sul Coronavirus

Esperimenti statunitensi recenti si sono concentrati sugli effetti della luce solare sul Coronavirus. Dimostrerebbero come il Covid-19 non sopravviva a lungo alle alte temperature e all’umidità elevata. Inoltre sembrerebbe che il calore lo distrugga rapidamente. La speranza è che l’arrivo della stagione estiva offra al Covid-19 delle condizioni meno ospitali, anche se gli scienziati sono tutt d’accordo sul fatto che non ce ne libereremo.

Lo studio in questione ha dimostrato come il pericolo di «trasmissione da superfici esterne è inferiore durante la luce del giorno» e in condizioni di temperatura e umidità più elevate. «La luce solare distrugge rapidamente il virus».

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Il Dipartimento della sicurezza nazionale avverte che le aree chiuse e con bassa umidità, come le cabine degli aerei, «potrebbero richiedere procedure aggiuntive per ridurre al minimo il rischio di trasmissione».

Tuttavia, non vuole esprimersi su dati non ufficiali e non ancora pubblicati. «Sarebbe irresponsabile speculare, trarre conclusioni o influenzare inavvertitamente la popolazione sulla base di un documento che non è stato ancora sottoposto a revisione paritaria o al rigoroso approccio di validazione scientifica»: ha dichiarato.

I risultati sono contenuti in una relazione della direzione scientifica e tecnologica del DHS, che descrive gli esperimenti condotti dal National Biodefense Analysis and Countermeasures Center, un laboratorio creato dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre per affrontare le minacce biologiche.

I test sono stati eseguiti su particelle virali contenute nella saliva. Sono stati condotti in laboratorio, riproducendo le diverse condizioni ambientali. Hanno monitorato per quanto tempo il Coronavirus sopravvive sull’acciaio inossidabile.

Qasim Bukhari
Qasim Bukhari

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Sono, però, d’obbligo alcune precisazioni. «Non stiamo dicendo che a temperature più elevate, il virus improvvisamente scomparirà, tutto andrà bene e potremo uscire»: ha dichiarato Qasim Bukhari, scienziato computazionale del MIT e coautore della ricerca.

«Stiamo solo riscontrando una correlazione legata alla temperatura e all’umidità». A detta dello scienziato, inoltre, i numeri sulla diffusione avvalorerebbero la loro tesi. «In Pakistan ci sono più di 5 mila casi, ma l’aumento non è così rapido come in altri Paesi»: ha precisato.

La questione è spinosa, perché nelle scorse settimane si è pensato che le alte temperature potessero debellare il Covid-19. Niente di più falso, prove scientifiche alla mano. Inizialmente, alcuni politici hanno cercato di incoraggiare le persone ad uscire, anche in spiaggia, sostenendo che la luce del sole avrebbe ucciso il virus. Il problema, tuttavia, è che, senza immunità diffusa, il virus può essere trasmesso pure quando fa caldo.

Anche Anthony Fauci, esperto di malattie infettive e nel team della Casa Bianca, è stato cauto sugli effetti della luce solare sul Coronavirus: «Quasi sicuramente avrà vita meno facile, ma non verrà debellato completamente».

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