Gli ultimi giorni di Robin Williams prima della morte

Il 18 maggio nelle librerie americane uscirà una biografia dell’indimenticato attore Robin Williams firmata da Dave Itzkoff. E in queste ore che precedono la messa in vendita, stanno trapelando delle indiscrezioni relative soprattutto all’ultimo mese di vita della star che si suicidò l’11 agosto del 2014.

Fra le varie testimonianza, quella che sta colpendo maggiormente e che restituisce al pubblico una figura fragile di Williams, è quella della truccatrice dell’attore, Cheri Mins.

Ogni fine giornata – ha rivelato – singhiozzava tra le mie braccia. È stato orribile. Non avevo la capacità per affrontare ciò che gli stava accadendo. Quando gli ho suggerito di tornare al cabaret per combattere la depressione ha pianto e mi ha detto: ‘Non posso, Cheri. Non so più come fare. Non so come essere divertente’”.

[button-red url=”http://www.salutelab.it/8-segni-di-depressione-da-non-trascurare/” target=”_blank” position=”center”]8 segni di depressione da non trascurare[/button-red]

In realtà la depressione era stata una conseguenza della malattia degenerativa che lo aveva colpito: dapprima scambiata per morbo di Parkinson, poi i medici gli avevano rivelato che era affetto dalla malattia di Lewy bodies, una sorta di demenza che distrugge le funzioni cerebrali, interferisce con memoria, le percezioni visive, le capacità di giudizio.

Una malattia che lo stava devastando, come ha ricordato la terza moglie dell’attore, Susan Schneider.

Aveva un’andatura lenta e strascinata. Odiava non riuscire a trovare le parole, quando conversava. A volte si bloccava in una posizione, incapace di muoversi: la cosa lo frustrava. Iniziava ad avere problemi di vista, non riusciva a valutare distanza a profondità. Era sempre confuso. Abbiamo indagato e provato qualsiasi cosa, ma non cerano risposte“.

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