Gran caldo in tutta Italia. In Sardegna percepiti 50°C. I consigli del Ministero

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Quella che stiamo vivendo è la settimana più rovente dell’anno.

Ben quattro oggi le città da bollino rosso: Roma, Frosinone, Pescara e Campobasso.

Gran caldo, poi, è stato percepito a Napoli (49°C), Ferrara (48°C) e Capo San Lorenzo (50°C).

Il peggio, però, deve ancora arrivare.

Alle quattro città di poco su, domani se ne aggiungeranno altre 12: Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Firenze, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Rieti e Viterbo.

Giovedì prossimo, invece, l’elenco si allargherà a 26. In pratica, tutte le principali città italiane, eccetto Genova.

Queste informazioni sono state comunicate dal Ministero della Salute che oggi, attraverso il suo sito, fornisce consigli per evitare o ridurre le problematiche connesse alla calura, rivolgendosi, in particolare, alle fasce più esposte della popolazione.

Tra tutti anziani di età superiore a 75 anni, malati cronici, bambini piccoli (0-4 anni) e donne in gravidanza a cui Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, invita a prestare assistenza e la massima attenzione e cura a partire dalle istituzioni, in particolare quelle locali, che devono monitorare il territorio per evitare che siano lasciati soli, soprattutto gli anziani che per scelta o per necessità non hanno altro sostegno se non in sé stessi.

Sul sito del Ministero sono disponibili queste informazioni:

  • I Bollettini sulle ondate di calore delle 27 città incluse nel Sistema nazionale di previsione e allarme ondate di calore (operativo dal 15 maggio fino al 15 settembre 2017);
  • Una mappa dei servizi attivati sul territorio in estate da Regioni, Comuni, Aziende sanitarie, in collaborazione con le organizzazioni del volontariato sociale, per aiutare la popolazione, soprattutto i gruppi più fragili, come gli anziani e i malati cronici, a prevenire e fronteggiare i rischi sulla salute delle ondate di calore (Ondate di calore – Mappa Servizi sul Territorio);
  • Opuscoli informativi destinati alla popolazione, ai medici, al personale delle strutture per gli anziani, personale che assiste gli anziani (in 6 lingue), in cui sono indicate misure e precauzioni da adottare, anche nei comportamenti quotidiani, per prevenire i rischi del grande caldo, con particolare attenzione alle persone più a rischio.

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