Guerra in Afghanistan: l’Italia ha speso 7,5 miliardi

Doveva essere una guerra lampo e invece dopo sedici anni si combatte ancora. Si tratta del conflitto armato in Afghanistan voluto dal Presidente George W. Bush per abbattere il regime talebano, scoppiato all’indomani dell’attentato alle Twin Towers di New York.

Iniziò il 7 ottobre 2001 e dopo 16 anni si combatte ancora. È la guerra più lunga e onerosa che abbia mai combattuto l’Italia.

Lo conferma il report “Afghanistan, sedici anni dopo” dell’Osservatorio MIL€X.

Questi i dati. Il costo della partecipazione alle missioni militari in Afghanistan a partire dal novembre 2001 è di 6,3 miliardi di euro, vale a dire oltre un milione di euro al giorno in media. A questo costo ‘netto’ vanno aggiunti 360milioni a sostegno delle forze armate afgane e circa 900milioni di spese aggiuntive relative al trasporto truppe, mezzi e materiali da e per l’Italia, alla costruzione e protezione di basi e infrastrutture militari, al supporto operativo della Task Force Air e degli ufficiali di collegamento distaccati, al supporto sanitario del personale della Croce Rossa Italiana, alla protezione delle sedi diplomatiche nazionali e alle attività umanitarie militari strumentali. Si arriva così a oltre 7,5 miliardi, a fronte di 260 milioni investiti in iniziative di cooperazione civile.

E poi ci sono i morti. Tra le fila italiane sono 53 i caduti in guerra e i feriti sono stati più di 650.

E quali sono stati i progressi? Sempre secondo il report, a parte un lieve calo del tasso di analfabetismo (dal 68% del 2001 al 62% di oggi) e un modestissimo miglioramento della condizione femminile (limitato alle aree urbane maggiori), l’Afganistan ha ancora oggi il tasso più elevato al mondo di mortalità infantile (su mille nati, 113 decessi entro il primo anno di vita ), tra le più basse aspettative di 21 vita del pianeta (51 anni, terzultimo prima di Ciad e Guinea Bissau ) ed è ancora uno 22 dei Paesi più poveri del mondo (207° su 230 per ricchezza procapite ).

E poi censura, repressione del dissenso e tortura sono la norma, mentre proprio dal 2001 è rifiorito il business della droga che arriva fino in Italia.

Ne è valsa la pena?