Ha accompagnato Salvini al citofono, danneggiata l’auto del marito di Annarita Biagini

È successo poche ore dopo la visita del leader della Lega.

L’auto del marito di Annarita Biagini, la donna che ha accompagnato Matteo Salvini nella sua visita al quartiere Pilastro di Bologna, durante la quale c’è stata l’ormai famosa ‘citofonata’ alla famiglia tunisina di un presunto pusher, è stata danneggiata.

Lo scrive Incronaca.Unibo.it. Infatti, la Chevrolet Matiz del 75enne Luciano Sanguettoli, fornaio in pensione, è stata trovata con i vetri frantumati: «Ho trovato delle pietre all’interno della macchina, gusci d’uovo sul tettuccio e i vetri rotti per terra», ha raccontato.

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Invece, sulla passeggiata con il leader della Lega, la donna ha raccontato: «Abbiamo fatto un giro con Salvini per fargli vedere la zona dove di solito sono presenti gruppi di spacciatori. Sono iniziati fischi e urla al suo arrivo. Abbiamo passeggiato tranquillamente fin quando non è servito l’intervento delle forze dell’ordine perché avevano lanciato una bomba carta. A quel punto, il presidente del Carroccio mi ha detto di tornare a casa. Sono stata scortata fino alla porta della mia abitazione e sono sicura che fino alle 20.30, quando sono scesa con mio marito per portare fuori il cane, l’auto non era danneggiata».

La donna ha anche raccontato che «mio figlio è realmente morto per un’overdose, ma non perché fosse un tossicodipendente. Si è suicidato in seguito alla diagnosi di Sla. Mio figlio giocava a pallone, era un portiere molto bravo. Aveva già fatto provini per il Parma e per la Juventus, dunque non si sarebbe mai voluto ritrovare su una sedia a rotelle e morire come muoiono tutti i malati di Sla».

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Stando a quanto ricostruito, il danneggiamento sarebbe avvenuto intorno alle 22 della sera della citofonata.

Infine, in un appuntamento elettorale a Piacenza, il leader della Lega ha affermato: «Siamo avanti e non di poco, ma non posso parlare di sondaggi che se no mi arrestano e ho già 18 processi. Mi manca di essere denunciato da uno spacciatore e le ho viste tutte. Però sono orgoglioso di essere andato in una zona della periferia bolognese dove mamme e papà non vedevano un politico da anni perchè la lotta alla droga nella nuova Emilia-Romagna sarà una priorità».

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