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Ha denunciato i boss, lo Stato lo punisce: imprenditore si toglie la vita

Rocco-Greco

Un imprenditore di Gela (Caltanissetta, Sicilia), Rocco Greco, si è tolto la vita, sparandosi un colpo di pistola alla testa. L’uomo, molto noto in città, si è tolto la vita nel cantiere dell’impresa Cosiam, dove ci sono gli uffici dell’azienda.

Come si apprende dall’Opinione della Sicilia, Greco era uno degli imprenditori antiracket che denunciò i suoi estorsori.

Il figlio Francesco ha raccontato a Repubblica.it che il padre “era finito dentro una storia paradossale. I mafiosi che aveva fatto condannare lo avevano denunciato. Ma, poi, ovviamente, era arrivata l’assoluzione. Il giudice aveva ribadito che Rocco Greco era stato vittima della mafia, non socio in affari dei boss“.

Tuttavia, nell’ottobre scorso, il ministero dell’Interno ha negato alla ditta dell’imprenditore siciliano l’iscrizione nella white list per i lavori di ricostruzione dopo il terremoto in Centro Italia perché “nel corso degli anni ha avuto atteggiamenti di supina condiscendenza nei confronti di esponenti di spicco della criminalità organizzata gelese“.

Eppure, nel 2007, Rocco Greco non aveva solo denunciato i boss mafiosi ma aveva convinto altri sette imprenditori a fare la stessa cosa.

I Verdi, tramite Angelo Bonelli e Claudia Mannino, dell’esecutivo nazionale, hanno affermato: “il suicidio di Rocco Greco, l’imprenditore simbolo della lotta al racket nella frontiera di Gela, è un pugno allo stomaco all’Italia onesta che dimostra come il Ministero degli Interni sia senza guida, quel ministro che doveva tutelare Rocco e lo ha abbandonato. Rocco Greco è stato fermato nei suoi tentativi di ribellione contro il racket imposto dalla mafia, impedendogli, di fatto, di lavorare“.

E ancora: “Ci domandiamo perché Salvini continui a postare i suoi pranzi e cene – sostengono i Verdi – indossare felpe e fare selfie, e non adempiere alla sua funzione di ministro degli Interni occupandosi della sicurezza dei cittadini italiani. Per esempio per fronteggiare la mafia che, tramite le calunnie come nel caso di Greco, impedisce ai cittadini per bene di lavorare onestamente. Chiediamo che la Cosiam srl, azienda ora curata dal figlio di Rocco, Francesco Greco, venga immediatamente inserita nella white list per i lavori di ricostruzione dopo il terremoto in centro Italia. Cosicché possa riassumere i 50 operai che è stata costretta a licenziare a causa dell’inadeguatezza di Salvini. A questo punto Salvini si dimetta da ministro, non è in grado di curare questa funzione, lo faccia per il bene dell’Italia“.