Ha strangolato e bruciato l’ex fidanzata. Condannato

La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha condannato ieri – mercoledì 9 maggio – a 30 anni di reclusione Vincenzo Paduano, accusato di aver ucciso l’ex fidanzata, Sara Di Pietrantonio, prima strangolata e poi data alle fiamme.

In primo grado il vigilante 28enne era stato condannato all’ergastolo.

Sara fu uccisa nel maggio 2016 nella periferia della capitale. Aveva 22 anni.

I due ragazzi erano stati insieme per un paio d’anni, tra alti e bassi, fino a 3 settimane prima dell’assassinio.

L’accusa chiedeva la conferma dell’ergastolo per l’omicidio premeditato aggravato. A tal proposito il PM Maria Gabriella Fazi ha raccontato che “la ragazza è stata bagnata di benzina dalla testa ai piedi. Paduano ha bruciato poi il corpo sulle foglie secche per distruggerlo“.

La madre di Sara, Concetta Raccuia, ha dichiarato: “Sono soddisfatta, trent’anni di reclusione per un ragazzo così giovane sono tantissimi. I giudici hanno ritenuto in questo modo e va bene“. A proposito, poi, delle lacrime versate in aula dell’assassino della figlia: “Ha pianto per se stesso direi, perché è una pena molto dura. Posso sembrare cinica, ma non credo che Paduano si sia pentito: credo che per arrivare a un pentimento vero dovrà essere aiutato molto ancora perché da solo non può farcela“.

Sulla vicenda è intervenuto su Facebook anche il leader della Lega, Matteo Salvini: “Solo trent’anni di condanna per l’assassino di Sara #DiPietrantonio, strangolata e data alle fiamme. Ma uno cosa deve fare per prendere l’ergastolo in Italia?“.