Hanno decapitato due ragazze in Marocco: tre uomini condannati alla pena di morte

I tre hanno agito in nome dell’Isis.

Tre uomini sono stati condannati a morte oggi – giovedì 18 luglio – da un tribunale del Marocco per l’omicidio e la decapitazione di due turiste scandinave, avvenuto nel dicembre dello scorso anno, in nome dello Stato islamico (Isis).

Il primo Ejjoud Abdessamad, venditore ambulante di 25 anni, ha confessato di avere pianificato e organizzato la spedizione ‘mortale’ con due compagni, Younes Ouaziyad, falegname di 27 anni, e Rachid Afatti, 33 anni, che ha filmato la terribile esecuzione.

Louisa Vesterager Jespersen, studentessa danese di 24 anni, e la sua amica Maren Ueland, norvegese di 28 anni, sono stati uccise mentre si trovavano in campeggio ad Alto Atlante, una regione montuosa del sud del Marocco.

Un gruppo di 24 uomini, sospettati di essere collegati a questo duplice omicidio e di essere membri di una cellula jihadista, sono stati processati a Salé, vicino a Rabat. Gli altri 21 imputati hanno ricevuto sentenze che vanno dai cinque anni di prigione all’ergastolo.

Tra i 24 c’è anche un convertito ispanico-svizzero all’Islam, condannato a 20 anni di prigione per avere formato una “banda terroristica“. L’uomo, però, si è sempre dichiarato innocente.

La Corte ha anche condannato i tre uomini condannati a morte, nonché uno dei loro complici, a pagare due milioni di dirham (190.000 euro) ai genitori delle due ragazze come risarcimento.

La famiglia di Louisa Vesterager Jespersen, però, vuole 930mila dallo Stato marocchino per la sua “responsabilità morale“.

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