Ho 3 domande sulla battaglia di Alfie Evans. Chi ha le risposte?

Alfie Evans

Difficile per tutti esprimere un’opinione in questi casi.

Da parte mia devo confessarvi che questa vicenda ha messo in risalto la mia profonda ignoranza in materia, assieme ad un’altrettanto profonda sensazione di impotenza, dovute soprattutto ad una serie di interrogativi consequenziali che in apparenza sembrano abbastanza elementari.

  • Chi stabilisce che un paziente è inguaribile? (i medici o l’opinione pubblica)?;
  • Chi è in grado di indicare quali sono i casi di “accanimento terapeutico” che provocano al paziente atroci sofferenze da sopportare obbligatoriamente? (i medici o l’opinione pubblica)?;
  • In questi casi quale legislazione e/o quali medici sono in grado di limitare al massimo le sofferenze di un malato terminale (quelli inglesi o quelli italiani)=

Abbiamo affidato ai medici il compito di curare le persone perché hanno studiato una scienza che si chiama medicina, al fine di garantire la salute delle persone, in particolare riguardo alla definizione, la prevenzione e cura delle malattie, oltre alle diverse modalità di alleviare le sofferenze dei malati, compresi coloro che non possono più guarire.

In conclusione sono comunque convinto che sia i medici italiani che quelli inglesi, assieme alle rispettive legislazioni vigenti, abbiano agito da sempre in buona fede, quella buona fede che serve per sperare di poter alleviare le sofferenze di coloro che non possono più guarire, come il piccolo Alfie Evans, che adesso non soffre più perché Dio Padre lo accoglie nel suo tenero abbraccio, così come ha affermato Papa Francesco.

Resta comunque il dolore dei giovanissimi genitori Tom e Kate, che hanno lottato anch’essi animati da tanta buona fede, la speranza di vita che nasce dall’amore per il proprio figlio.