Bimba sbranata da pitbull. La proposta: “Patentino obbligatorio per le razze pericolose”

Dopo l’ennesima tragedia legata alla morte di una bimba di 13 mesi del Bresciano, Victoria, azzannata e uccisa dai due pitbull di famiglia, nel giardino di casa, si riapre il dibattito sulle cosiddette “razze pericolose” chiedendo l’introduzione di misure preventive ed interventi efficaci per scongiurare il ripetersi di casi drammatici come quest’ultimo avvenuto appena tre giorni fa.

 

Il Codacons torna a invocare, e a gran voce, il patentino obbligatorio, per legge, per tutti i proprietari di esemplari particolarmente “aggressivi e potenti”.

“La questione dei cani aggressivi e potenzialmente pericolosi per la salute dell’uomo – sostengono  dall’associazione di consumatori – deve essere affrontata una volta per tutte. Da tempo chiediamo di prendere provvedimenti, ma le istituzioni rimangono immobili a guardare bambini sbranati da cani. Le istituzioni devono attivarsi e presto. Sono assolutamente indifferenti le dinamiche che hanno causato l’aggressione di Flero (in provincia di Brescia), perché – è il parere del Codacons – è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolosi per l’uomo.  Indipendentemente dall’educazione che si dà al proprio animale, è universalmente riconosciuto che alcune specie, come i pitbull o i rottweiler, possono provocare ferite letali in caso di morsicatura, per le loro caratteristiche tipiche (potenza, robustezza, dentatura). Per tale motivo da anni premiamo per un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi”.

Altra osservazione critica del Codacons: “L’aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotte dall’ex ministro Sirchia – materia da sempre oggetto di opinioni contrastanti – ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza. Ci chiediamo quanti altri bambini debbano morire prima che le istituzioni ci diano finalmente ascolto“.

Il caso di Flero

Nel caso specifico avvenuto nel Bresciano, i cani, poi abbattuti dai carabinieri, hanno morso e ferito anche il nonno, il solo adulto presente, accorso per aiutare la piccola e ora indagato. La procura Brescia ha aperto un fascicolo per “omicidio colposo e abbandono di minore affidato in custodia“.

L’uomo, ancora in ospedale dove è ricoverato in Cardiologia, domenica sera era solo in casa con la nipotina. Un attimo di distrazione e ha perso di vista la bimba che fulminea come sa essere una piccola di poco più di un anno (avrebbe compiuto 14 mesi il 16 di ottobre) è uscita nel giardinetto della villetta. Lì i due pitbull l’hanno aggredita uccidendola. Il nonno accortosi di quello che stava succedendo è uscito da casa e ha cercato di fare scudo alla nipotina gettandosi in mezzo ai due cani. Tutto inutile.

Il 63enne è stato morsicato dalla coppia di animali, le ferite poco serie sono state curate in ospedale, ed è stato colpito da malore da qui la decisione di ricoverarlo nel reparto di Cardiologia.

A preoccupare i medici in questo momento è soprattutto il suo stato psicologico. Sui due cani, abbattuti domenica sera dai carabinieri che non riuscivano a entrare nel giardino della villetta di via XX Settembre, verrà eseguita l’autopsia.