“Il Covid è come l’Hiv”: a dirlo è Pasquale Mario Bacco (VIDEO)

Secondo le ultime dichiarazioni del medico legale, quindi, «non avremo mai un vaccino».

Pasquale Mario Bacco
Pasquale Mario Bacco

«Il Covid è come l’Hiv. Non ci sarà nessun vaccino»: è diretto Pasquale Mario Bacco. Insieme a un team di 13 colleghi, studia il Coronavirus già da diverso tempo. A febbraio, dati alla mano, ha dimostrato che il Covid-19 circolava già da ottobre dello scorso anno. «A noi interessava capire l’incidenza, laddove non si fosse manifestata la malattia»: ha spiegato.

Lo studio ha analizzato un campione di 7038 persone sane e senza sintomi, tutte dipendenti aziendali, ed è cominciato a febbraio 2019. Il risultato? Il 30% era entrato in contatto con il Covid-19, sviluppando gli anticorpi.

Di 2.365 soggetti, 1.779 presentavano le IgG, cioè le immunoglobuline G datate. «Significa che queste persone erano già venute a contatto con il virus almeno tre mesi e mezzo prima, si sono ammalate e hanno sviluppato gli anticorpi, pur essendo asintomatici»: ha dichiarato Pasquale Mario Bacco.

Inoltre, quasi il 90% dei contagiati analizzati non ha manifestato nessuno dei sintomi riconducibili al Covid-19. Gli anticorpi, però, hanno una data di scadenza: non fanno parte di noi per sempre. Ed ecco perché trovare un vaccino non è possibile. Da qui la similitudine: «Il Covid è come l’Hiv».

Può essere, quindi, che la popolazione verrà chiamata a sottoporsi al vaccino a giugno, ma che quello stesso vaccino non sia più efficace qualche mese dopo. Secondo la teoria del medico legale, l’unica soluzione è un farmaco specifico.

Oggi chi è siero-positivo ha un’aspettativa di vita uguale a un soggetto sano, grazie a un farmaco. L’unica differenza è che si deve prendere una (a volte due o tre) pillola al giorno: un retrovirale che entra in circolo nel sangue.

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Però, c’è un però. «Né l’Istituto superiore della sanità né il Ministero della Sanità ci hanno considerati. Poi abbiamo portato i nostri dati al professor Burioni e non li ha neanche visti»: ha dichiarato Bacco.

Un copione che sembra essere simile a quello raccontato da Giuseppe Del Donno, direttore del reparto di Pneumologia del Poma di Mantova, che – insieme al suo team – ha scoperto l’efficacia del plasma iperimmune nella lotta al Coronavirus.

Ma non si ferma a questo Pasquale Mario Bracco, a suo parere i numeri di contagi e decessi per Coronavirus «sono stati inventati di sana pianta». «I morti per Covid che prima erano sani si contano sulle dita di una mano perché questo virus non è capace di uccidere. È un virus banale, semplice».

E ancora: «Un soggetto ad esempio siero-positivo non si ammala di Covid, perché ha l’Hiv che è un virus molto più grande che utilizza gli stessi recettori del Coronavirus, quindi anche nella competizione il Covid non riesce ad andare sugli stessi recettori. Ovunque ci sia una risposta immunitaria adeguata viene annientato».

Secondo il medico legale, i morti che avevano malattie tumorali plurimetastatiche, miocardiopatie dilatative, i diabetici, i paraplegici non possono essere considerati morti per Covid: «Sono tutti soggetti che avevano già aspettative di vita brevissima», sostiene Bacco.

Inoltre, la famiglia del Coronavirus in assoluto soffre il clima. A partire da questo presupposto, il Covid-19 dovrebbe scomparire durante il periodo estivo. E l’unico modo per non farlo tornare in autunno sarebbe un farmaco creato ad hoc.

«Anche a uguale ‘concentrazione’ , la patogenicità del virus sarà sempre maggiore al Nord, rispetto al Sud Italia e Sud Europa (dove le temperature, anche d’inverno, sono più alte)»: si legge nel rapporto redatto dal team di studiosi.

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