Il genero di Totò Riina lancia una colletta online: “Sono perseguitato”

Foto da Facebook

Piange miseria il genero del boss.

Fa parlare di sé, scatenando una pioggia di critiche, Antonino – Tony – Ciavarello, marito di Maria Concetta Riina (la più grande delle figlie del capomafia corleonese) con la quale da tempo vive a San Pancrazio Salentino.

“Ciao a tutti, purtroppo devo chiedere aiuto a tutti quelli che possono darmi una mano, vi prometto che appena mi rimetto in sesto con il lavoro restituirò tutto a tutti o faremo beneficenza per altri bisognosi, sono in una condizione disastrosa”. Il genero del boss Totò Riina attraverso Facebook lancia il “singolare” appello su Facebook e racconta la sua storia.

A ridurlo sul lastrico, a suo dire, il sequestro da parte dell’autorità giudiziaria di un paio di aziende che lo stesso aveva avviato in Salento per la commercializzazione di ricambi auto.

Mi hanno sequestrato tutto e non ho più neanche un lavoro visto che si son presi la mia ditta, chi può mi aiuti, ho tre bambini, cerco lavoro ma nessuno me ne da, per favore datemi una mano Grazie e che Dio vi Benedica” – scrive ancora sulla sua bacheca -.

Per la magistratura palermitana, secondo quanto scrivere il quotidiano Repubblica, sul capitale d’avvio grava il sospetto che sia originato dalle fortune del suocero, in larga parte mai scoperte e che anche dopo il 15 gennaio del 1993 – data della cattura del numero uno di Cosa nostra – ha assicurato un altissimo tenore alla famiglia, ritiratasi a Corleone.

Pochi mesi fa, la figlia più piccola di Riina, Lucia, lamentò la mancata concessione del bonus bebè. Anche in quell’occasione, la famiglia del boss corleonese venne duramente attaccata sui social per l’assurda richiesta.