Il Ken “umano” ospite nel salotto di Barbara D’Urso. Ecco le sue trasformazioni

Ieri pomeriggio Rodrigo Alves è stato uno degli ospiti di Domenica Live, il programma in onda ogni settimana su Canale 5 presentato da Barbara D’Urso e ha fatto molto discutere per la sua storia. Si è sottoposto a 58 interventi chirurgici per diventare il Ken umano, mettendo anche a rischio la sua salute. Ecco come ha radicalmente trasformato il suo aspetto nel corso degli anni.

Rodrigo Alves businessman, balzato sulla pagine di cronaca come “Ken umano”, dopo essere entrato nel Guinness World Records, ha scelto Domenica Live per raccontare la sua storia.
Ho fatto 58 operazioni, sono state tutte importante. Le più difficili sono state l’addominoplastica e il lifting facciale. Tutto il mio corpo è stato completamente rifatto, dalla punta dei capelli alla punta dei piedi, quindi non dovete credere a niente di quello che vedete perché è tutto falso. Sono molto felice. Le parti che mi piacciono di più sono addominali e glutei. Mi piace tutto. bisogna amare se stessi, altrimenti nessuno potrà amarci“.

Il caso precedente:

Celso Santebanes, il ventenne ormai noto con l’appellativo di “Ken umano”, è morto in un ospedale di Uberlândia nello Stato del Minas Gerais, in Brasile, dopo aver lottato per cinque mesi contro una leucemia scoperta mentre curava le infezioni provocate dall’uso di idrogel. Come riporta il Daily Mail, il decesso è avvenuto giovedì 4 giugno 2015 per una sopraggiunta polmonite.

Il suo vero nome era Borges Pereira ma scelse il nome d’arte Santebanes in omaggio a uno dei suoi personaggi preferiti di uno show televisivo messicano e aveva speso circa 38 mila euro in interventi chirurgici, nel disperato tentativo di somigliare a Ken, l’alter ego maschile della Barbie.

Il giovane ha scoperto di essere malato di leucemia linfoide acuta, mentre era in ospedale per curare le numerose infezioni contratte a causa delle iniezioni di idrogel, che lo avevano completamente sfigurato.
La sua trasformazione era iniziata a soli 16 anni, dopo aver vinto un concorso di moda che lo convinse a fare della somiglianza col pupazzo di plastica l’unico obiettivo della sua vita.