Il ministro Fioramonti iscrive il figlio alla scuola inglese: scoppia la polemica

Nell’occhio del ciclone anche la decisione di non far sostenere al figlio l’esame di italiano.

Lorenzo Fioramonti

Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti è nella bufera. Tutta colpa della scuola frequentata dal figlio. Il ministro, infatti, ha scelto per lui la scuola inglese e ha anche preferito non fargli fare l’esame di italiano. A darne notizia è stata l’Adnkronos che ha sentito la dirigente dell’istituto che ha spiegato che “in prima e seconda elementare i bambini, il 30-40% dei quali sono stranieri, fanno il programma esclusivamente in inglese” mentre “l’ora di italiano scatta, solo per chi vuole, a partire dalla terza”. Fieramonti e la moglie che è straniera hanno, quindi, scelto di non far fare il test in italiano al figlio perché “il bimbo, venendo dal Sudafrica, non parla bene l’italiano”.

Immediata la polemica politica innescata dal deputato capogruppo di FdI in commissione Cultura e responsabile Cultura del partito, Federico Mollicone. “Giuseppe Conte – ha detto Mollicone – rimuova il ministro dell’Istruzione dal suo ruolo (…). Chi disprezza la lingua italiana non può rappresentare l’istruzione italiana (…). Fioramonti go home”.

Da parte sua il ministro ha replicato alla notizia con un post su facebook.

Giorni fa – ha scritto – alcuni giornalisti sono andati a scuola di mio figlio chiedendo informazioni sui suoi voti, sul suo comportamento e sugli esami. Difendo e difenderò sempre il diritto alla libera informazione (…) ma recarsi in una scuola elementare per mettere sotto le luci dei riflettori un bambino di 8 anni è un atto di violenza. Mio figlio ha sempre frequentato scuole internazionali perché è nato e cresciuto all’estero. Queste scuole sono le uniche che garantiscono continuità curricolare ai bambini che cambiano spesso paese di residenza. Mio figlio, figlio di un italiano e di una donna tedesca, parla 4 lingue (tra cui l’italiano), ma al tempo dell’iscrizione aveva ancora difficoltà a scriverlo, ragion per cui – anche su suggerimento della scuola – abbiamo deciso di non registrarlo per l’esame facoltativo d’italiano (…). Tale ingerenza nei confronti della mia famiglia e della comunità scolastica è avvenuta in spregio di ogni tutela della privacy (…) Formulerò un esposto al garante della privacy, da privato cittadino e non da Ministro, per tutelare non solo il diritto alla riservatezza di mio figlio ma quello di ogni genitore a poter crescere ed educare i propri figli senza che la loro vita venga gettata in pasto ai giornali”.

Non pensavo che vivere molti anni all'estero lavorando duro potesse essere usato contro di me. Oggi non si attacca il…

Pubblicato da Lorenzo Fioramonti su Giovedì 3 ottobre 2019

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