Il monito di Pregliasco: “Il virus circola ancora, ci vuole prudenza”

Il virologo dell’Università di Milano intervistato da Il Messaggero.

Fabrizio Pregliasco

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, intervistato da Il Messaggero, ha affermato: «Io sono fondamentalmente ottimista, ma se non c’è buon senso, se ci sono comportamenti imprudenti, allora i rischi aumentano notevolmente. E comprendo perché il governatore del Veneto, Luca Zaia, sia così preoccupato».

«Sono ottimista, ma prudente – ha aggiunto – Quello che dobbiamo in qualche modo fare è trovare il modo di vivere una vita che tenga conto dei rischi. Esistono e lo dobbiamo comprendere».

Questi rischi «spesso si combinano con situazioni ambientali e professionali notoriamente insidiose – spiega – penso al macello della Germania. Ma ci sono anche aspetti sociali in cui questi pericoli esistono. In Italia abbiamo avuto esempi dell’uno e dell’altro tipo».

Secondo il governatore del Veneto, dove si è riacceso un focolaio, una parte della popolazione non comprende che il virus ancora sta circolando. «Sono d’accordo. Questo ‘tana liberi tutti’ è poco saggio: ci troviamo in una situazione oggettivamente migliorata, con una riduzione del contagio, ma non dobbiamo esagerare nell’imprudenza dei comportamenti. Guardi, non mi aspetto che quest’anno ci resti il segno della mascherina dopo che ci siamo abbronzanti, però allo stesso tempo il buon senso nei comportamenti sociali deve essere mantenuto, altrimenti i rischi di nuovi focolai permangono. Serve, diciamo, un buon senso continuativo».

«Per Covid, l’isolamento fiduciario è indispensabile. Se non lo rispettano, potrebbero essere necessari anche interventi più coercitivi. Ma non è così semplice, non siamo in Cina. Ma in Veneto, in questo caso, abbiamo a che fare con l’esempio peggiore: un paziente che risulta positivo al tampone, rifiuta il ricovero e invece di restare in isolamento domiciliare, continua a girare per strada».

Secondo una ricerca, Sars-Cov-2 è mutato ed è diventato più contagioso. Per Pregliasco «si tratta di uno studio ancora senza “revisione paritaria” che mostra una cosa vista anche in Italia: una mutazione ha reso più contagioso il virus, ma è meno cattivo. Se così sarà confermato, deve comunque preoccuparci. Perché se circola con più facilità, aumentano le possibilità che raggiunga anche i soggetti più fragili».

LEGGI ANCHE: Covid-19, Burioni: “La pandemia ha aumentato l’impazzimento”