Il premier Conte alla Festa di Fratelli d’Italia: “Non ho mai frequentato il PD”

Il presidente del Consiglio dei Ministri ha parlato anche di M5S, Matteo Renzi e immigrazione. Ecco le sue parole.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, ha partecipato come ospite ad Atreju 2019, la festa di Fratelli d’Italia, il partito di Giorgia Meloni.

Conte, arrivato sull’isola Tiberina in compagnia del figlio (“È il mio turno, a chi lo lasciavo?” ha detto), si è reso disponibile anche a qualche selfie con i presenti.

La Meloni, prima dell’intervista al premier di Bruno Vespa, ha chiesto alla platea di applaudirlo perché “sua presenza qui coraggiosa“.

Conte ha subito detto di avere confermato la sua presenza “perché confrontarmi con voi è più stimolante per me. Mi arriva anche un contributo critico. Io il Pd non l’ho mai frequentato…C’è qualcuno dal pubblico che ne sa più di me, io preciso che non ho nessuna tessere di partito, non ho mai partecipato a un convegno“, rispondendo a qualcuno dei presenti che rumoreggiava.

Poi, sul MoVimento 5 Stelle, Conte ha detto che “è stata una forza anti-sistema che ha avuto un ruolo di rottura, di pungolo rigenerante per il sistema“.

Il premier ha affermato da un lato che “all’estero c’è molta disponibilità a venire incontro alle esigenze dell’Italia. Vogliono che un Paese fondatore dia il suo contributo. Lo hanno sempre accettato, anche un contributo critico“, dall’altro che “la Lega s’è trovata isolata con altre forze più a destra di Visegrad. L’Italia dai Paesi di Visegrad raramente è stata sopportata, a partire dai migranti“.

Su Matteo Renzi il premier ha detto: “Io non l’ho mai sentito prima di essere incaricato. Durante la formazione del governo non l’ho sentito. Mi ha chiamato la sera prima della formazione del suo nuovo partito. Io sono stato chiaro: se mi avessi avvertito io avrei preteso che nel tavolo della formazione avvenisse il confronto anche con il suo gruppo prima di andare al Parlamento. Sarebbe stato un percorso più lineare” ma non crede il senatore toscano sarà il ‘demolition – man’, come definito dall’Economist.

Naturalmente non poteva mancare l’argomento dei migranti. Conte ha affermato, a tal proposito, che “sulla reditribuzione sarò testardo, non darò tregua a Macron” e non può riguardare solo i profughi.

E ancora: “Serve un meccanismo automatico europeo che si applichi subito. Se permettiamo a qualcuno di sfidarsi indeboliamo gli altri. Non ho mutato idea su questo punto: non ho detto che oggi in Italia entra chiunque. Ormai hanno capito che l’Italia non accetterà più i migranti come il passato e non se li terrà da sola sul territorio. La linea dura è nell’interesse di tutti in Ue. Uno Stato sovrano ancorché integrato in Europa ha diritto di decidere chi entra nel suo territorio, su questo con me sfondate una porta aperta“.

La linea dura – ha proseguito Conte – è nell’interesse di tutti in Europa, quindi noi non possiamo essere il primo approdo di chiunque. Uno Stato sovrano, ancorché integrato in Ue, decide lui chi entra, come e quando. I barchini sono un problema maggiore rispetto alla singola Ong: quest’ultima pone un problema politico perché ci sfida“.

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