Il rover Perseverance è sbarcato su Marte, lungo applauso alla Nasa (VIDEO)

La missione ha lo scopo di rintracciare segni di vita passata.

Oggi, giovedì 18 febbraio, è una giornata storica per l’esplorazione spazile: il rover Perseverance della NASA è sbarcato su Marte.

La missione ha lo scopo di cercare tracce di vita passata e di raccogliere i primi campioni del suolo marziano che nel 2031 saranno portati sulla Terra da una staffetta di missioni nella quale l’Italia ha un ruolo importante.

Il centro di controllo della Nasa ha salutato con un lungo applauso l’arrivo su Marte del quinto rove, che ha già inviato a Terra le prime immagini riprese poco prima di toccare il suolo.

Il veicolo è arrivato nel cratere Jazero, uno dei luoghi più uggestivi per una missione che va in cerca di tracce di vita perché è il bacino di un antichissimo lago. Questo significa che nei sedimenti potrebbero ancora conservarsi tracce di forme di vita passata.

A cercarla, come rimarcato dall’Ansa, anche un piccolo gruppo di ricerca italiano, dell’Osservatorio di Arcetri dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf).

La missione che ha portato Perseverance su Marte è Mars 2020, lanciata il 30 giugno 2020 e gestita dal Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa.

La sonda ha percorso quasi 3,9 milioni di chilometri in poco più di sette mesi ed è stata la terza a raggiungere Marte nell’arco di dieci giorni, dopo la missione Hope degli Emirati Arabi e la Tianwen-1 della Cina.

Delle tre missioni è stata, però, la prima a rilasciare un rover sul suolo marziano, considerando che l’altra missione programmata per farlo, la Tianwen-1, lo farò solo in maggio. Per due anni il rover setacceraà il suolo per raccogliere i primi campioni destinati a essere portati sulla Terra.

La missione Mars 2020 segna, infatti, l’avvio del programma Mars Sample Return (Msr), di Nasa e Agenzia Spaziale Europea (Esa) e al quale l’Italia contribuisce con la sua agenzia spaziale, l’Asi, e con l’industria, con il gruppo Leonardo. I campioni raccolti da Perseverance saranno inseriti in contenitori e depositati in luoghi precisi; il recupero è affidato alla missione prevista nel 2026 e nel 2031 un’altra missione dovrà portarli a Terra.

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