Il treno a idrogeno in Italia: arriva nel 2021

L’accordo tra Alstom e Snam porta in Italia il Coradia iLint, in Germania già è attivo da oltre un anno.

Treno a idrogeno

Alstom è leader mondiale nel settore della mobilità sostenibile. Snam lo è in quello delle infrastrutture energetiche. L’accordo per portare il treno a idrogeno in Italia è quinquennale e riguarda il Coradia iLint, già funzionante in Germania da oltre un anno.

Per la precisione, si muove su rotaia da 550 giorni e ha percorso più di 180 mila chilometri, grazie all’alimentazione e alla propulsione a idrogeno. I serbatoi si trovano sulla parte superiore del locomotore, mentre le batterie sono in basso, vicino alle ruote e ai motori.

Ha una autonomia a zero emissioni, o meglio rilascia solo acqua, di circa 600 chilometri e una velocità massima di 120 all’ora. Già, però, si sta lavorando a un modello successivo che potrebbe arrivare a 140 chilometri orari e avere un’autonomia di mille.

A determinare quest’ultima è il rifornimento del treno a idrogeno, che avviene una volta al giorno grazie a distributori ad hoc, che hanno un sistema a pressione a 350 atmosfere. Se pensiamo alla capacità di percorrenza, il tempo per fare il pieno è davvero irrisorio: solo 15 minuti circa.

Treno a idrogeno
Il Coradia iLint

LEGGI ANCHE: Il 42% degli italiani risparmia, ma in quanti investono? I dati e la sorpresa dei millennials

L’accordo ha il fine di realizzare, già all’inizio del 2021, progetti che includono i treni a idrogeno, l’infrastruttura per l’approvvigionamento e tutti i servizi legati alla gestione e alla manutenzione di un settore nuovo ed ecosostenibile.

Alstom penserà alla fornitura e alla manutenzione delle locomotive; Snam invece all’infrastruttura per la produzione, al trasporto e al rifornimento dell’idrogeno. Dopo aver abbandonato il settore delle automobili, potrebbe essere quello ferroviario a dare spazio a una visione inedita della mobilità.

Si parla di una struttura, anche di tipo economico, che potrebbe gestire meglio i costi maggiori di questa tecnologia rispetto a quelli dell’elettrico nelle automobili. Adesso non ci resta che attendere e scoprire se i tempi stimati saranno quelli reali o meno. La speranza è che sia una nuova era per l’ambiente.