Ilaria Cucchi querela Matteo Salvini, Vittorio Feltri: “Cose folli”

Il giornalista ha commentato su Twitter la decisione della sorella di Stefano Cucchi di agire legalmente contro il leader della Lega.

Vittorio Feltri
Vittorio Feltri

A commentare la decisione della sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, di volere querelare Matteo Salvini perché il leghista ha affermato che il caso testimonia che la droga fa male, è stato anche Vittorio Feltri.

Il noto giornalista, infatti, su Twitter ha scritto: «La sorella di Stefano Cucchi ha querelato Matteo Salvini perché questi ha detto che la droga fa male. Se il tribunale lo condannasse vorrebbe dire che gli stupefacenti fanno un sacco bene. Cose folli».

Invece, appena appresa la notizia della condanna a 12 anni per omicidio preterintenzionale ai due carabinieri ritenuti responsabile della morte del geometra, Feltri ha reagito così, sempre sul social media: «Cucchi morì ammazzato, dice il tribunale. È sempre colpa dei Carabinieri. Sarà vero?».

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COS’HA DETTO SALVINI

In diretta a Circo Massimo, su Radio Capital, l’ex vicepremier, commentando la sentenza, aveva detto: «Rispetto la famiglia Cucchi ma il caso dimostra che la droga fa male».

Ilaria Cucchi, poi, ha replicato così: « Anch’io da madre sono contro la droga, ma Stefano non è morto di droga. Contro questo pregiudizio e contro questi personaggi ci siamo dovuti battere per anni. Tanti di questi personaggi sono stati chiamati a rispondere in un’aula di giustizia, e non escludo che il prossimo possa essere proprio Salvini».

Ieri, il post su Fscebook in cui Ilaria Cucchi ha annunciato la decisione di adire le vie legali contro il leghista, motivando così la scelta: «Lo devo a mio fratello. Lo devo a mia madre che, pur estremamente sofferente, ha trascorso tutta la giornata del 14 novembre scorso in attesa di una sentenza che ci rendesse giustizia. Lo devo a mio padre la cui fiducia nello Stato ha fatto sì che compisse il sacrificio più pesante che si potesse chiedergli: denunciare il proprio figlio, da morto e dopo averlo visto in queste terribili condizioni, per la sostanza stupefacente trovata a casa sua».

La reazione di Salvini, infine, non s’è fatta attendere: «Mi spiace, però non è la prima querela. Anzi, viene dopo quella di Carola Rackete. Ognuno ragiona come vuole. Io più che fare la solidarietà alla famiglia, chiedere condanne esemplari per chi ha sbagliato e ribadire sempre e comunque che la droga fa male, non faccio. Se vorrà incontrarmi in tribunale, ci vedremo in tribunale. Non ho problemi, non ho paura e non cambio la mia battaglia».

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