Imprenditore dà del ‘pagliaccio’ al presidente cinese, condannato a 18 anni di galera

La vicenda del magnate di Pechino Ren Zhiquiang.

Xi Jimping
Xi Jimping

Diciotto anni di carcere e una multa di 4,2 milioni di yuan (circa 526mila euro) per Ren Zhiquiang, il magnate di Pechino che ha duramente criticato Xi Jinping, il presidente della Cina.

L’uomo è stato accusato di corruzione e abuso di potere. Come riportato da Global Times, Ren Zhiquianq ha accettato il verdetto pronunciato dalla Corte Intermedia del Popolo numero 2 di Pechino e ha deciso di non ricorrere in appello.

Nei mesi scorsi il magnate era scomparso dopo la circolazione, tra le élite cinesi, di un suo saggio in cui si è riferito al presidente cinese con l’appellativo «pagliaccio» per come ha gestito l’epidemia di coronavirus (anche se Xi non è mai stato chiamato con il suo nome ma in molti a Pechino sono convinti che sia proprio lui il destinatario delle invettive di Ren).

Xi Jinping
Xi Jinping, il presidente della Cina

LEGGI ANCHE: Distratta dal cellulare, investe un uomo sulle strisce pedonali e poi si accorge che era il suocero (VIDEO)

L’uomo, tra l’altro, era stato già espulso nel luglio scorso dal Partito Comunista Cinese per «gravi violazioni della disciplina e della legge».

Ren Zhiqiang è stato fino al 2014 a capo del gruppo immobiliare statale Huayuan Properties ed era già noto per gli attacchi all’establishment: nel 2016 criticò la visita del presidente cinese ai media statali, durante la quale Xi chiese un maggiore allineamento dei giornalisti alle linee del Pcc, e il suo account Weibo, la popolare piattaforma social cinese, era stato bloccato.

Secondo il tribunale, Ren ha accettato tangenti per 1,25 milioni di yuan e si è appropriato indebitamente di circa 50 milioni di yuan. Il governo cinese, però, è spesso accusato dagli attivisti di utilizzare l’arma della corruzione contro i suoi critici per reprimere il dissenso.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, come funziona il test salivare