In attesa del tampone per il coronavirus sputa in faccia a medici e infermieri

È successo all’ospedale Cotugno di Napoli.

A Napoli un paziente in attesa del tampone per la diagnosi di coronavirus ha sputato sulla faccia di un medico e di un infermiere, spazientito dalla lunga attesa.

È successo all’ospedale Cotugno, struttura autorizzata ad effettuare i tamponi per i Covid-19. A causa di quanto successo, i due sanitari sono stati costretti all’isolamento e l’area in cui è avvenuta l’aggressione è stata sanificata.

«Oggi più che mai bisogna potenziare le misure di sicurezza a tutela del personale sanitario impegnato a fronteggiare il coronavirus – ha commentato Stefano Graziano, presidente della commissione regionale Sanità -. Quanto accaduto al Cotugno è di una gravità inaudita e priverà l’ospedale di due lavoratori che dovranno osservare un periodo di quarantena. A loro e a tutto il personale sanitario va espressa solidarietà incondizionata e un sentito ringraziamento per il lavoro che stanno facendo».

«C’è bisogno – ha aggiunto – di utilizzare il pugno di ferro contro questi folli comportamenti e di garantire una sorveglianza h24 del presidio ospedaliero con una presenza fissa delle forze dell’ordine che supporti la vigilanza privata», ha concluso.

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Si è appreso che l’uomo ha prima cominciato ad aggredire verbalmente il medico che stava effettuando i prelievi e poi, dopo l’intervento di un’altra dottoressa e di un infermiere per calmarlo, si è tollto la mascherina protettiva e ha cominciato a sputare.  L’uomo è stato bloccato dalle guardie di sicurezza e consegnato alla Polizia.

Si tratta della ventesima aggressione registrata dalla pagina Facebook Nessuno tocchi Ippocrate che da tempo monitora in Campania gli episodi di violenza contro gli operatori della sanità.

Maurizio Di Mauro, direttore della struttura, ha affermato: «Ho perso un medico e un infermiere validissimi che adesso devono state in isolamento e non possono dare, come hanno fatto finora il loro prezioso contributo. Sputare addosso a una persona quando si hanno, in un momento come questo, sintomatologie e febbre, equivale a sparare, non c’è differenza».

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