In Cina si continua a vendere la carne di cane arrosto

Nonostante l’emergenza Coronavirus, si continua a organizzare il contestatissimo Festival di Yulin.

Presso alcuni mercati umidi cinesi si continua a vendere carne di cane arrosto. Questo accade nonostante un recentemente cambiamento normativo, che ha reso questi animali ufficialmente domestici, rimuovendoli dalla lista degli esemplari la cui carne può essere consumata dall’uomo.

Le immagini del Festival di Yulin

Lo stato di cose sopra riportato è stato reso noto al mondo a seguito della diffusione di un filmato della preparazione al Festival di Yulin, città della regione autonoma di Guangxi Zhuang. Anche nel 2020, nella Cina dai cui mercati umidi è partita l’emergenza Coronavirus e che sta vivendo in questi giorni l’allarme di nuovi focolai a Pechino dopo due mesi senza contagi, si organizza un evento consideratotra i più crudi al mondo e fortemente criticato dagli animalisti.

Pochi giorni prima del festival, che si terrà il 21 giugno, alcuni attivisti hanno filmato di nascosto i banchi di un mercato specializzato nella vendita di carne di cane alla periferia della città. Nelle immagini, si vedono chiaramente alcuni venditori che macellano la carne degli animali da compagnia per eccellenza. Durante un’incursione in un altro mercato, sono per fortuna riusciti a salvare alcuni cuccioli.

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Il parere dell’esperto

Sull’organizzazione di questo festival si è espresso il Dottor Peter Li, specialista in politica cinese presso la Humane Society International. L’esperto ha fatto presente che, con il Paese che sta affrontando il ritorno di casi di Covid-19 originati da un mercato umido di Pechino, consentire il consumo di carne di cane in mercati e ristoranti affollati rappresenta un rischio significativo per la salute pubblica.

Di certo c’è che, a seguito dello scoppio della pandemia, in due città del Paese, ossia Shenzhen e Zhuhai, il consumo di cane è stato messo al bando. Alla fine di febbraio risale invece il divieto di commerciare e consumare animali selvatici, promulgato sulla scia della teoria più accreditata in merito all’origine del Coronavirus, ossia il salto di specie dal pipistrello all’uomo.

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