In Siria si muore con la bava alla bocca. Ma non v’importa e non leggerete questo post

70 morti. O forse più. I White Helmets, che meriterebbero un Premio Nobel per quello che fanno ogni giorno in Siria, sostengono che Damasco abbia usato una bomba al cloro e, su Twitter, hanno pubblicato foto e video, dove si vedono donne e bambini con la schiuma in bocca. Alcune giovani vittime sono morte tenendosi per mano.

Dal canto suo, il regime di Assad – che ormai governa su macerie e fantasmi – nega.

Armi chimiche o meno (perché anche un missile convenzionale porta morte e devastazione), da quando in Siria è scoppiata la guerra civile, sono morte all’incirca 500mila persone. Insomma, immaginate Venezia e Verona con tutti gli abitanti morti per capire la devastazione in atto. Inoltre, gli sfollati interni sono quasi 8 milioni (dato luglio 2015, UNHCR) e i rifugiati all’estero poco più di 5 milioni (dato luglio 2017, UNHCR).

Numeri da genocidio. Eppure, in Siria si continua a morire. E a nulla sono servite le parole di sgomento del mondo occidentale, le tregue e le minacce di sanzioni. La verità è che abbiamo perso le palle. Non abbiamo il coraggio di agire per fermare la guerra, di imporre lo stop. E il motivo è semplice: in Siria ci stanno i russi che, con i propri caccia, aiutano Assad a colpire i ‘ribelli’ e, al contempo, i civili innocenti. Sì, siamo vigliacchi perché non osiamo fare la voce grossa con Putin e sostenere l’idea che il regime di Assad sia criminale.

Pertanto, siamo complici di ogni morto e dovremmo vergognarci. Se avessimo un briciolo di umanità e se l’ONU servisse davvero a qualcosa, dovremmo mandare l’esercito in Siria così da metterci in mezzo: “Cazzo, ora basta. Non ce ne fotte chi ha torto o a ragione. Ma basta morti e basta bombe. O si ferma questo genocidio adesso o difenderemo la gente con le cattive“. Non lo faremo. Perché dovremmo mandare i nostri soldati a morire lì? Chi se ne frega? (Però, ci siamo dimenticati quando migliaia di soldati americani sono morti in Europa per liberarci dal nazifascismo, senza i quali oggi ci saluteremmo con il braccio destro alzato).

Damasco e Mosca dicono che stanno combattendo i terroristi. Sarebbero terroristi i bambini e le donne che saltano in aria o muoiono soffocati dalla propria bava? No, non lo sono. Non si combatte il terrorismo uccidendo gente che non c’entra nulla. È come se, per sconfiggere la mafia, il governo decidesse di bombardare a tappeto Palermo: “i mafiosi stanno lì mezzo, quindi colpiamo tutti così becchiamo pure loro“.

A che servono le Giornate della Memoria se non alziamo un dito per fermare le bombe in Siria (e in ogni altro posto dove la gente muore senza colpa)? A nulla. È solo ipocrisia e un modo per lavarci le mani come fece Ponzio Pilato quando la folla decise di mandare in croce Gesù. Abbiamo dimenticato il senso di umanità.