Infermiere americano guarito dal Coronavirus: “Ho perso 23 chili”

Si chiama Mike Schultz e la sua foto è diventato il simbolo di chi sconfigge il Covid-19.

Mike Schultz
Mike Schultz

Mike Schultz è l’infermiere americano guarito dal Coronavirus che ha mostrato le proprie foto prima e dopo la malattia. Immagini dure, espressione di una grande sofferenza; ma contemporaneamente anche testimonianza che ce la si può fare e che – piano, piano – è anche possibile tornare alla normalità.

Mike Schultz ha 43 anni. Prima di essere ‘investito’ dal Covid-19 era un uomo forte, atletico, in forma. La foto dell’infermiere americano guarito dal Coronavirus, invece, mostra un uomo provato dalla malattia, da sei settimane di ricovero (quattro delle quali in terapia intensiva).

Mike Schultz

LEGGI ANCHE: Cura per il Coronavirus: la dott.ssa Damisha Harrison potrebbe averla trovata

Il motivo per cui ha deciso di farsi vedere sui social lo spiega direttamente lui, con il commento a corredo delle immagini: «Volevo rivelare a tutti quanto possa essere grave restare sedato per sei settimane attaccato a un ventilatore o intubato».

Ha affidato a Instagram il suo messaggio: «Tra le altre conseguenze, il Covid-19 ha ridotto la mia capacità respiratoria con la polmonite. Per otto settimane sono stato lontano dalla famiglia e dagli amici».

Nelle sue parole c’è anche l’ottimismo e la forza di chi ha lottato e ce l’ha fatta. Di chi tornerà più forte di prima. Di chi lo è stato sempre e comunque. «Ogni giorno sono più forte e lavoro per aumentare la capacità polmonare. Tornerò dove ero, stavolta in maniera più sana… forse anche facendo cardio # covid19 #caronavirus #recovery #godblessmynurses».

LEGGI ANCHE: Coronavirus, ora stiamo vivendo la fase del superficialismo.

Ringrazia i suoi angeli custodi, i medici e gli infermieri che hanno vegliato su di lui nei momenti più critici. E chissà che il suo messaggio non crei una maggiore consapevolezza in chi, dopo quasi tre mesi, prende ancora sottogamba questa emergenza sanitaria, la seconda pandemia del nostro secolo.

L’uomo potrebbe aver contratto il virus durante un concerto live a cui ha assistito a inizio marzo. A metà mese il ricovero in terapia intensiva a causa della febbre alta e di notevoli difficoltà respiratorie.

È stato intubato e poi trasferito in una struttura più adeguata. Ha perso la cognizione del tempo: quando si è svegliato era convinto fosse passata appena una settimana, non quattro. Ha perso 23 chili, ma non la voglia di vivere.

LEGGI ANCHE: L’estate fermerà il Covid-19?